domenica 16 giugno 2013

Le bambole trazionali coreane





In Corea del sud non è sinonimo di impertinenza esclamare: WOW CHE BAMBOLA!! Una delle attività più antiche del Paese, infatti, è la realizzazione di vere e proprie opere d'arte create artigianalmente con uno speciale tipo di carta, tra queste vi sono le bambole.






Dall'albero del gelso, che in coreano si chiama daknamu, viene ricavato un particolare tipo di carta, molto resistente, conosciuta come carta hanji o dak. Della pianta vengono utilizzate le radici, in coreano chomok. Vari tipi di gelso producono diverse rese di hanji carta. Questa carta ha molteplici possibilità di utilizzo, frutto del genio orientale, dall'hanji, nell'antichità, venivano realizzate delle coperture che mantenevano l'ambiente caldo, le armature dei soldati perché la carta era resistente alle frecce nemiche, ventagli e altro ancora. Oltre a questi utilizzi, naturalmente, l'hanji  veniva impiegata per i documenti ufficiali e per i testi religiosi, il detto che la carta dak duri 1000 anni, ad esempio, deriva da una scoperta archeologica del 1966, un testo buddista, Mugujeonggwang Daedaranigyeong , trovato presso il tempio di Bulguksa, fatto di carta hanji. Il reperto archeologico non solo si è conservato intatto, ma era anche leggibile, fu datato 1200 anni prima del ritrovamento (regno di Silla), da qui il famoso detto. Una leggenda vuole che la carta hanji sia stata inventata da un eunuco cinese che si chiamava Ts’ai Lun, nel 105 d.C. La carta dak non  è utilizzata solo in Corea, anche il Giappone la conosce e sfrutta perché vi fu "portata" da un monaco coreano,  Tamjing , nell'epoca Goguryeo, inviato in Giappone, di questo parlano le cronache storiche locali.


La carta hanji ha avuto il suo periodo d'oro proprio durante il regno Goguryeo, era impiegata per i testi buddisti e di di medicina, ma l'epoca Joseon non l'ha certo ignorata. La dinastia Choson instituì un apposito ufficio amministrativo che aveva il compito di occuparsi della gestione della produzione dak, ma, a causa dell'eccessivo sfruttamento, ne comportò anche l'inizio della decadenza.


La bambola che parla da sola



Non ho deciso di scrivere questo titoletto perché le bambole tradizionali coreane sono bambole ultramoderne capaci di parlare, ma perché le bambole ricavate dalla carta hanji raffigurano i personaggi del popolo. Per personaggi del popolo intendo le figure tradizionali che una volta si potevano vedere nei villaggi coreani, che oggi possiamo ammirare nei drama storici o nelle fotografie antiche. Con questo non voglio dire che le bambole non rappresentino personaggi storici o principesse, ma moltissimi turisti preferiscono, a ragione, immortalare nelle proprie foto, le piccole grandi opere che raffigurano la gente del popolo. La bambola parla da sola perché  ci narra delle abitudini quotidiane della famiglia che viveva nel villaggio, i bambini che giocano per strada, la nonna che picchia il nipote, la contadina e la mamma. Non manca qualche monaco con la faccia un po' malinconica.



Bukchon
La realizzazione delle bambole dak è una vera è propria professione, esistono degli istituti che hanno il compito di portare avanti e sfruttare a favore del turismo quest'arte. Se ti trovi nella caotica Seoul e vuoi assaporare un po' di tradizione, il quartiere giusto è Jongno-gu . A Jongno-gu  si trova l'Istituto Choi Gi Soon Dackjongyi Doll, dove vengono realizzate ed esposte le bambole di carta di gelso, si tratta di una vera e propria galleria.  Sempre in questo quartiere, nell'antico villaggio folcloristico di  Bukchon, esiste un centro culturale, il Bukchon Cultural Center (북촌문화센터) , antica dimora della Famiglia Min responsabile delle finanze negli ultimi giorni di vita della gloriosa dinastia Joseon.Entrando nella casa non solo si possono ammirare i vari impieghi della carta hanji, ma è possibile partecipare a dei corsi dove amabili artigiane spiegano all'imbranato occidentale di turno come fare a realizzare una bella bambolina di carta. In molte strade di Seoul si possono trovare delle boutique dove, da cataloghi offerti dai commercianti, è possibilie scegliere una bambola, ma pure altri oggetti, da comprare o realizzare con l'aiuto del personale.


Lost in Jeju



A Seoul è possibile trovare Musei e boutique dove ammirare le bambole, ma il sapore agrodolce della storia, mescolato con il profumo del gelso, è percepibile maggiormente sull'isola di Jeju (Provincia autonoma). Jeju ha conservato una bella fetta della cultura tradizionale coreana, come meta è molto amata da chi cerca la conoscenza oltre al divertimento. Nella citadina di Seogwipo, sull'isola, esiste un museo dedicato alle bambole realizzate dal gelso. È lì che si possono ammirare le dolls raffiguranti personaggi in abiti tradizionali come l'hanbok, le bamboline di carta "si muovono" in vere e proprie scenografie che riproducono strade e interi villaggi. sono personaggi presi dal popolo e resi immortali dall'arte.


La realizzazione della piccola meraviglia, a Jeju, è molto complessa, richiede una notevole abilità. L'artigiano professionista ha alle spalle 3 anni di formazione, ed è in continuo aggiornamento. Per realizzare la carta le parti della pianta del gelso interessate vegono bollite in acqua e, successivamente, il prodotto pestato per ottenere una pasta densa. I fogli ottenuti vengono bolliti di nuovo e fatti asciugare per eliminare l'umidità. La carta non teme di essere maltrattata e  il suo pestaggio continua xD. Prima di realizzare la bambola si prepara un'armatura che costituisce il suo scheletro e, piano piano, viene aggiunta la "pelle" formata dai fogli bianchi. Gli ultimi fogli colorati sono importanti perché vengono aggiunti alla fine del lavoro. La colorazione delle bambole di Jeju è particolare perché vengono usati solo colori naturali.

L'isola di Peter Pan 



Io non so volare e non mi chiamo Campanellino, ma mi piacerebbe molto visitare una fiera dedicata alle bambole che si svolge ogni anno a Seoul. L'evento, chiamato, dollfair, avviene a dicembre nella mastodontica stuttura COEX ( centro economico e culturale situato nel cuore di Gangnam, quartiere di lsso di Seoul, composto da varie strutture: un centro sotterraneo, 3 hotel a 5 stelle, due stabili per gli uffici...ecc.. O_O). L'apetto più bello è che i partecipanti sono dei più vari tipi, artisti famosi e studenti, che espongono le proprie opere. Le bambole sono di diversa fattura, da quelle di pezza alle figlie della moda, non possono mancare le dak doll!!





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