domenica 14 luglio 2013

Deokhye: l'ultima principessa coreana






Una delle materie che ho amato di più sin da quando ero una bambina è la storia. Quante di voi sono state sempre affascinate dalle favole che avevano come protagoniste le principesse, poi crescendo si scoprono tante cose, tra le quali che le principesse rappresentavano ciascuna una sindrome diversa tipo quella di cenerentola. Psicologia a parte, sappiate che  in Corea del sud l’ultima principessa della dinastia Choson, detta da alcuni giornali dimenticata, ha avuto un’esistenza davvero difficile.







Il nome della principessa triste era Deokhye, nacque nel 1912 da re Gojong nel bellissimo palazzo Changdeok, era la più giovane tra i figli. La principessa fu il frutto dell’unione di un re sessantenne con una concubina che si chiamava  dama Yang di Bongnyeongdang. Costretta, all’età di 14 anni, a sopportare il sacrificio di trasferirsi in Giappone per raggiungere il fratellastro, il principe Youngchin (figlio di re Gojon e di Seon-yeong, un’assistente di palazzo insignita del titolo di principessa) che già all’età di 11 anni era stato mandato in Giappone e, nel 1910, quando re Sunjong  fu costretto ad abdicare, divenne “sua altezza reale principe ereditario di Corea”.  Il principe nel 1920 sposò, come matrimonio politico, la principessa Masako, figlia maggiore del principe  Nashimoto, per imbavagliare la dignità della famiglia reale Joseon evitando che fosse considerata come il simbolo del movimento anticoloniale.  La vita della principessa in Giappone non fu affatto facile, non si sentiva amata da nessuno. Deokhye subì una serie di lutti che la ferirono in maniera atroce: nel 1919 morì l’amato padre, re Gojong, nel 1926 toccò all’imperatore  Sunjong (successore di Gojong per volere nipponico) , che per lei era come un padre e, nel 1929, la madre. La morte della madre fu la scintilla che portò la principessa alla schizofrenia.




Nonostante i suoi problemi mentali nel 1931 sposò il conte So Takeyuki, l’erede del clan So che aveva governato l’isola di Tsushima per molto tempo. Il matrimonio tra i due giovani nobili sembrava felice, dalla loro unione nacque la piccola Masae. La malattia, tuttavia, non abbandonò Deokhye, nel 1946 fu ricoverata in un ospedale psichiatrico a Tokyo, il marito ottenne il divorzio e la figlia Masae l’abbandonò lasciandole un biglietto d’addio per poi suicidarsi. 




La principessa triste poté ritornare a casa grazie all’aiuto di un giornalista di nome  Kim Eul-han, che aveva preso a cuore la sua storia e si batteva per il suo rimpatrio. Ostacolato dal sanguinario Syngman Rhee, primo presidente della Corea del Sud, contrario al ritorno degli eredi della dinastia Choson in patria. Deokhye tornò a casa nel 1961, 38 anni dopo il suo esilio, le fu dato una appartamento nel palazzo Changdeokgung dove ritrovò sua cognata, la moglie di Youngchin, insieme  alla sua tata dell’infanzia. Purtroppo non riconosceva molto dell'ambiente circostante, morì nel 1989.  Fu sepolta vicino alla tomba di suo padre Re Gojong in Hongneung (홍릉).




La sua storia in una mostra 





Il National Palace Museum ha dedicato alla storia della principessa, nel 2012 in occasione del 100 anniversario della sua nascita, una mostra che raccoglie tutti gli oggetti e le immagini che la riguardavano, anch’essi avvolti da una storia triste. 




Dangui: l’abito tradizionale della famiglia reale, composto da due parti. La blusa verde ricamata con draghi su petto e spalle, insieme ad una bellissima gonna decorata. La dolce principessa dopo il divorzio dal marito inviò i suoi effetti personali al suo fratellastro, re Yeongchin, che nel 1955 li donò a Yoshichika Tokugawa (1886-1976), presidente del Bunka Gakuen. Comprati da un collezionista giapponese sono stati donati al museo nazionale di Kyushu.

cr: blogkorea, koreatimes

CATEGORIA: Cultura in Pillole

1 commenti:

  1. 덕혜옹주 (Deokhye Onju) Ost
    허진설 / Jinsul Huh
    Recorded and published in 2010

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