venerdì 19 luglio 2013

Il Drago custode dello spirito




Il Drago in Oriente non è una figura negativa, rappresenta un protettore sia sugli elementi naturali che per lo spirito. Non si può dire la stessa cosa dell’Occidente che identifica la figura del drago con il male, in molte leggende medioevali il drago era un mostro che si opponeva alle forze del bene, soprattutto quando la vicenda aveva contenuto religioso. Un esempio importante in Italia stessa è quello di San Giorgio che uccide un drago crudele, o dell’Arcangelo Michele. Il Drago orientale, al contrario, proprio dalla religione viene onorato , può assumere anche la veste di una divinità. Vuoi saperne di più? Ti tocca sederti e leggere attentamente perché scoprirai molti segreti del Drago coreano …







Secondo la tradizione cinese il drago risale agli albori della civilizzazione del Paese, il mito narra che un cavallo dragone uscì fuori dal fiume giallo con un’immagine sulla schiena dalla quale si originarono i 9 trigrammi yi-jiing, “Libro dei mutamenti” (ritenuto il primo dei testi classici cinesi sin dalla nascita dell'impero cinese II millennio a.C. È sopravvissuto alla distruzione delle biblioteche operata dal "primo imperatore", Qin Shi Huang Di). Grazie a questo leggendario animale, Yu il grande ha fondato la civiltà cinese seguendo i 9 articoli della grande legge che possono essere trovati nel Shu-jing , “Classico dei documenti”  (una raccolta di documenti relativi agli eventi della storia della Cina antica). Il Drago, quindi, è il simbolo del potere imperiale, sotto la sua influenza ricadono la pioggia e il destino umano, rappresenta anche l’abbondanza e la prosperità. Tutti questi aspetti del drago cinese erano comuni alla cultura coreana prima dell’arrivo del Buddismo.


Quando in Cina giunse il Buddhismo (1° secolo) la figura del drago, già presente nella cultura locale, non fu eliminata, ma acquistò un valore più profondo legato ad un significato di salvezza. Questi valori spirituali, riferiti al Drago, in Corea furono ancora più accentuati grazie alla letteratura e alla costruzione dei templi dove è sempre presente un Dragone. In un famoso testo “Antichità dei tre regni” scritto dal monaco Iryon (1206-1289), durante la dinastia Koryo, gli aneddoti sui draghi sono più numerosi di quelli delle divinità buddhiste. 



Il Drago e il Buddha


In molte costruzioni coreane risalenti al periodo in cui nel territorio giunse la religione buddhista è presente la figura del drago, come guardiano dei tesori del Buddha. Per capire come il Drago abbia incontrato l’essere illuminato dobbiamo ripercorrere le origini stesse della religione facendo un salto nel tempo. 






L’India è sempre stato un Paese intriso di spiritualità, il Buddhismo ha dovuto confrontarsi con una tradizione religiosa, tra l’altro ancora esistente, che vedeva schierate molte divinità. Tra queste figure mistiche c’era l’antenato del drago, Naga, un cobra (spesso con 6 teste) che fa parte della cosmogonia (studio del’origine dell’universo) indiana. Troviamo il Naga avvolto attorno al monte Meru, la mitica residenza di Brahma e delle altre divinità come Vishnu, creatore di tutte le cose e seduto sul Naga, simbolo dello spazio e dell’eternità, il tempo senza inizio né fine. A causa del fatto che il Naga cambia la pelle ed è legato all’acqua  è considerato come il simbolo della vita che si rinnova e custode dei tesori segreti.





Il Buddhismo non sopprimerà la figura del Naga, ma ne sfrutterà l’influenza asservendolo ai propri insegnamenti. Il Naga, infatti, faceva parte delle 9 divinità induiste che furono convertite da Buddha Sakyamuni, diventando guardiano e difensore delle sue leggi. Secondo il Buddhacarita samgraha sutra, il Buddha incontrò il primo re Naga il nero, chiamato Gara, mentre stava meditando sotto un fico sacro, l’albero di Bodhi, quest’ultimo lo invitò nel suo palazzo e, dopo 6 giorni, l’illuminato gli diede in custodia i 3 gioielli del buddhismo:

  • Buddha: può essere riferito alla persona del Buddha, alla sua natura o alla più elevata potenzialità spirituale presente negli esseri umani,
  • Dharma: insegnamenti del Buddha,
  • Sangha: comunità, ovvero chi ha ricevuto l’illuminazione o pratica il buddhismo 

Oltre ai 3 gioielli del Buddismo, Sakyamuni, donò a Naga Gara anche 5 precetti. Così il re Naga fu la prima creatura a ricevere gli insegnamenti del Buddha. Stessa sorte toccò a Naga Mucilinda che andò a trovare il Buddha mentre stava meditando, dopo la battaglia vinta contro il tentatore Mara, stava piovendo e il re Naga Mucilinda protesse con il proprio corpo Sakyamuni. In seguito, Naga lo invitò nel suo palazzo e, dopo 6 giorni, gli furono fatti gli stessi doni del primo re. Altra tradizione vuole che quando il Buddha stava insegnando la perfezione della saggezza (Prajnaparamita) sulla vetta del monte Vulture i suoi precetti furono affidati ai Naga, che divennero così i custodi leggendari, precetti consegati, successivamente, ai monaci discepoli di Nagarjuna, uno dei più grandi autori buddhisti, invitati da loro stessi. Si noti che nel nome di Nagarjuna compare la parola Naga.


Quando nel 1° secolo il Buddismo arriva in Cina il Naga viene sostituito dal Dragone. Nella traduzione cinese del Mahaparinirvana sutra (monaco Dharmarakùa), intitolata Da-ban-nie-pan-jing, compare più volte il termine Dragone. Un altro esempio dell’importanza del drago nella civiltà cinese è data dal testo “Viaggio in Occidente duranta la grande dinastia Tang”, il resoconto del viaggio del monaco buddhista Xuanzang (602-664), dove compaiono vari draghi: il Drago del lago (long-chi), il Drago del palazzo ( long gong), il re Dragone (long wang) e la figlia del re Dragone. 



Il Drago in Corea






Nonostante l’influenza cinese abbia giocato un ruolo importante in Corea, la figura del Drago era oggetto di una venerazione particolare nel Paese, non conosciuta in altri territori, tra i quali la Cina stessa. Immagini di draghi sono state scoperte negli affreschi delle tombe a tumulo dell’epoca di Koguryo. Nel testo “Antichità dei tre regni” il drago appare tra i fondatori dei primi regni e diventa l’emblema della regalità. Il fondatore di  Puyo, Haemosu, che scende sulla terra dal cielo per fondare il regno, appare a cavallo di 5 dragoni. La sposa di Hyŏkkŏse, il fondatore del regno di Silla, appare dalla pancia di un drago. Il 4° re di Silla, T’alhae (57-80), era il figlio di un re Drago. Questi miti furono importanti fino alla fondazione della dinastia Choson. La dinastia Joseon sostituisce il Confucianesimo al Buddhismo, perseguitando chi pratica il culto, ma la figura del drago non scompare. La sua maestà avente potere sull’acqua e sul destino umano è relazionata alla figura del re.

Nei villaggi dei pescatori, il drago viene venerato perché governava il mare. A questo essere mitologico venivano dedicati riti sciamanici. Il palazzo sottomarino del re Dragone, nell’immaginario collettivo, era considerato una sorta di paradiso, diventa un tema letterario ricorrente:

  • I nuovi racconti del monte Kumo (Kumo sinhwa),
  • Il sogno dele 9 nuvole ( Kuun mong),
  • La biografia di Sim Ch’ong (Sim ch’ong con)
  • La storia della lepre ( Pyoljubu-chon)

Una delle ragioni che rende il drago coreano tanto famoso è da ricercarsi nella conformazione del territorio. La Corea, infatti, è una penisola circondata dal mare e ricoperta per il 27% del territorio da montagne, luoghi dove scorrono ruscelli e fiumi, dimore amate dai draghi. Quando giunge il buddhismo, però, il drago custode dei tre tesori diventa un guardiano amato, protettore della terra creduta la vera terra di Buddha. L’importanza del drago per la cultira coreana è sottolineata da un episodio storico, mentre re Munmu (661-680) di Silla stava morendo desiderò essere sepolto sotto una roccia del Mare Orientale, perché giurò di diventare un drago, dopo la morte, per proteggere la Corea dai pirati giapponesi.



I Dragoni dei templi coreani





L’ubicazione e l’architettura dei templi coreani, considerata come la terra di Buddha, illustra la progressione spirituale che conduce gli esseri senzienti alla terra della purezza (stato spirituale) di Sukhavati, ultimo nirvana (kuknak), il nome dato al Paradiso da Amitabha, il Buddha più popolare in Corea dopo Sakyamuni.


Il drago come guardiano del tempio



Il ponte : Dal momento in cui il drago ha ascoltato gli insegnamenti del Buddha e lo ha protetto, è diventato il guardiano delle sue leggi e della comunità. Per quanto il suo compito più importante è di essere il guardiano del tempio dove sono custoditi i 3 gioielli ( Buddha, Dharma e Sangha). Un tempio coreano è composto da varie costruzioni con ruscelli e fiumi nelle vicinanze. Non lontano dal tempio, perciò, si trova un ponte chiamato Pian-gyo. Secondo il simbolismo buddhista questo ponte separa la valle del Buddha, il tempio, dall’oceano di sofferenza che è l’esistenza umana, soggetta al samsara, ciclo di nascita e morte conseguenza del nostro attaccamento alle piccolezze dell’esistenza. Attraversare il ponte significa compiere il primo passo verso la liberazione.



Draghi e ponte: Sul parapetto del ponte sono scolpite delle teste di drago che stringono tra le labbra il cintamani, la magica perla che può esaudire tutti i desideri.  Questo è il caso del ponte ubicato vicino al tempio Hwaŏm, sul monte Kumang, nella provincia di Kangwon. La struttura del ponte nella forma di un arco di pietra riporta un’incisione riferita alla funzione purificatrice del ponte. I dragoni, primi discepoli del Buddha, invitano il visitatore a purificare la propria mente macchiata dall’attaccamento ai beni del mondo con l’acqua pura e cristallina. Qualche volta le teste del drago sono scolpite sotto il ponte dove non è possibile vederle, ciò avviene perché il drago deve prevenire l’entrata degli esseri maligni nel tempio.






Porte del tempio

La maggior parte dei templi coreani hanno 3 porte. Quella più esterna detta primo pilastro,quella mediana detta “porta dei 4 re celesti”, quella più interna “la porta della non dualità”. La prima porta, Ilju-mun, simboleggia il bisogno dell’uomo di svuotare la mente dai legami terreni per raggiungere la vera salvezza, questa porta rappresenta la verità immutabile. La testa di un drago è scolpita ai lati della porta e nel mezzo ci sono il corpo e la coda dell'animale. Dopo aver attraversato la prima porta si giunge alla porta dei 4 re celesti, Sachŏnwang-mun, questi personaggi secondo la cosmogonia buddhista hanno dimora su monte Sumeru,il centro dell’universo, ognuno governa una direzione cardinale. Il re dell’Ovest ha un drago che si contorce nella mano destra, questo perché governa i draghi. Nei templi buddhisti più grandi c’è una terza porta che si chiama della non dualità, indicante che il mondo secolare e la religione sono una sola realtà, ciclo del samsara e del nirvana, dopo questa porta si può raggiungere la sommità del monte Sumeru, dimora del Buddha. Sulla porta sporge la testa di un drago.



Nel cortile di fronte alla sala del Buddha c’è un padiglione che contiene una campana, la particolarità di quest’oggetto è di essere appesa ad un gancio a forma di Drago. Questo drago si chiama P’oroe e , secondo la leggenda, ha molta paura delle balene, vicino al gancio infatti c’è un “martelletto” con scolpita una balena, in questo modo il drago “urla” e svolge il suo compito. Sulla schiena di P’oroe c’è anche un flauto di bambù in grado ci calmare 10.000 onde. Questo strumento si ricollega alla leggenda secondo la quale un drago si presentò al figlio del re Munmu, Simmun (651-692), in modo che potesse usarlo per la prosperità del  Paese, suonandolo, anche per tenere lontani i nemici.




Il drago nei templi buddhisti è scolpito ovunque, può avvolgere tutta la struttura perché la sua testa e la sua coda sono lontanissime e il corpo è dipinto sulle pareti. Diventa, così, come una barca che traghetta i fedeli verso la salvezza. Un particolare tipo di figura buddhista, che accoglie le lamentele del mondo, Avalokitesvara, è raffigurato  in piedi su  un drago.










La fonte del drago: Nel tempio buddhista coreano di fronte alla sala del Buddha è possibile trovare una piccola testa di drago che funge da fontana, infatti, da essa sgorga l'acqua di sorgente proveniente dalle profondità della montagna. Quest'acqua ha poteri miracolosi, quando i coreani visitano il luogo sacro se la procurano perché credono di poter avere la guarigione morale e fisica, noché la protezione dagli spiriti maligni.


Il Drago coreano



Drago coreano


Il Drago coreano si chiama Yong e ne esistono 3 tipi:


  • Yong: è il più potente e protegge il cielo,
  • Yo: è senza corna e vive nell’oceano,
  • Kyo: abita in montagna,sulla terra.

I draghi coreani si differenziano dagli altri draghi orientali. Hanno gli occhi di un coniglio, il ventre di una rana, 81 squame sulla schiena e 4 artigli affilati come quelli di un falco . La differenza dai draghi cinese e giapponese si fa dipendere dalla credenza che Yong viaggiando subisca dei mutamenti agli artigli, verso Ovest (Cina) ne acquista uno, il drago cinese ha 5 artigli, verso Est ne perde 1, il drago giapponese ha 3 artigli. I draghi orientali non vengono in Occidente perché perdono gli artigli e non possono camminare. O_O

Una leggenda narra che un pescatore fu arricchito per aver risparmiato una carpa che in realtà era figlio di un Drago che lo ringraziò ricompensandolo.




Il re drago divinità




In alcuni templi coreani è venerata la particolare figura di Yongwang, il vecchio re dei draghi dallo sguardo accigliato. Yongwang indossa sempre una veste regale ed ha alcune caratteristiche che, anche se non molto conosciuto, lo rendono indentificabile, innazitutto è un uomo anziano, porta sempre una barba bianca e un paio di baffi, mi raccomando non chiedergli doni in veste di Babbo natale xD,come re Drago magari potrebbe farteli.  Controlla le tempeste, l’equivalente dell’indiano Magaraj.

Dove possiamo trovarlo:

Shinjung Daenghwa: raffigurazione pittorica preesistente al Buddhismo che riporta tutte le divinità sciamane,

GAK: sala santuario tra due edifici,
 
Yongwang-dang: santuario vicino ad una fonte d’acqua per via dei poteri guaritori e sull’acqua.




Il Drago a corte




 

Se clicchi sulle immagini potrai vedere la differenza degli abiti tra il re (veste rossa) e il principe (veste blu). Sulle spale del principe è possibile contare gi artigli del drago: sono 4!!


Durante la dinastia Joseon il re indossava vari vestiti raffiguranti il drago, perché quest’animale rimase, come ho specificato, anche in questa dinastia il simbolo del potere imperiale. Il vestito di tutti i giorni si chiama gonryongpo (곤룡포) e riporta gli emblemi con il drago a 5 artigli, il principe ereditario indossava una veste blu chiamata sajoryongbo ( 조룡 ) con un drago a 4 artigli, suo figlio indossa un samjoryongbo ( 조룡 ), con un drago a 3 artigli.



L’abito dei 9 simboli: Il re nelle grandi occasioni indossava un abito  gujangbok (구장복), che riportava i 9 simboli della cultura coreana. Nella parte superiore c’erano: il drago, il fuoco, le montagne e la tigre; nella parte inferiore: miglio, chicchi di riso, asce, fuoco.








La regina: Anche la regina indossava un abito per la vita quotidiana con l’emblema del drago, si chiamava Dangui (당의). Le principesse non avevano i draghi sulle spalle, ma decorazioni floreali. L’abito delle grandi occasioni della regina si chiamava Wonsan, solo la regnante aveva l’abito rosso con i dragoni, le altre appartenenti alla famiglia reale no.


Nei capelli: La regina indossava tra i capelli un fermaglio a forma di drago, Y ongjam, con una perla rossa in bocca, la perla poteva realizzare i desideri di chi la indossava.


Il drago sugli oggetti: il drago non era presente solo sugli abiti del re, unico soggetto a poter usare questo simbolo, ma anche su ciò che lo circondava. Il re beveva da bottiglie con le immagini del drago impresse, quando ispezionava l'esercito era accompagnato dalla bandiera gialla del drago chiamata Hwangnyonggi ed il suo trono, Yongsang, era decorato con i bassorilievi del drago.




I guardiani della Corea.



Per chi ha avuto la fortuna di vedere il drama coreano The legend ricorderà la figura dei 4 guardiani che secondo la leggenda custodiscono le 4 direzioni del mondo:

  • Il Drago (Cheong-Nyong) custodisce l'Oriente,
  • La tigre (Baek-ho) custodisce l'occidente,
  • Un uccello (Ju-jak) custodisce il Sud,
  • La tartaruga (Hyeon-mu) il nord


Cheong-Nyong



Il Dragone nello zodiaco


National Palace Museum of Korea

Nell'orosopo cinese il drago è il quinto segno, rapresenta l'unico animale mitologico presente. Nonostante sia una figura legata all'imaginario collettivo, la cultura popolare ritiene che sia molto più semplice disegnare un drago, anche se non si è mai visto, che rirpoddure l'immagine di un serpente appena incrociato. Il 2012 è stato un anno particolare per la civiltà orientale perché definito come anno del Dragone nero, che cade ogni 60 anni, a diferenza dell'anno del dragone "generico" xD, non è un farmaco equivalente, che cade ogni 12 anni. La figura del drago in Corea è molto amata, l'ho scritto più volte, lo si può capire da mille fattori tra i quali i riti sciamanici, in onore del drago signore del mare, fatti dai pescatori e di cui ho parlato prima, in particolari cermonie viene offerto del riso cotto avvolto in una carta bianca, eobuseum, il giorno della prima luna piena, peché rappresenta un augurio per l'anno futuro.

 cr: dragonsinn.net koreantemples, koreatimes , thetalkingcupboard
      The Dragon in the Buddhist  Korean Temples (Hye-young Tcho)


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