martedì 9 luglio 2013

Jeong: Tu ed Io





Le emozioni e i sentimenti non hanno tratti somatici, non puoi dire se sono di origine orientale o hanno il marchio dop italiano xD. Tuttavia, alcune culture hanno elaborato parole che descrivono, in modo romantico e filosofico al tempo stesso, i sentimenti umani. Così come in Brasile esiste quel termine che conosciamo come Saudade, che indica una forma di dolce malinconia simile alla nostalgia, in Corea del Sud esistono due parole che indentificano sentimenti opposti, ma strettamente collegati.








Jeong (정,情)


Questa parola è molto difficile da spiegare, così come ho letto in molti documenti, anche da parte dei Coreani stessi. Indica un profondo sentimento che non è riconducibile, semplicemente, all'amore; è qualcosa  forse di più profondo, o estremamente differente. La definizione forse più corretta di Jeong è "connessione", più di un collegamento o relazione, è un forte legame tra due persone, una persona ed un oggetto, una persona ed un animale. La connessione deve essere talmente intensa che la persona, animale od oggetto, per cui provi Jeong, nel momento in cui viene a mancare deve creare un vuoto profondo. Un attaccamento che ti porta a credere che l'oggetto del tuo Jeong, sia esso animato od inanimato, al quale ti senti legato, faccia parte di te. Si può provare Jeong per la famiglia o per gli amici, per il proprio amato cucciolo o per un oggetto, che pure non avendo valore economico, per noi è importante. Jeong non è un sentimento totalmente tuo, se non c'è l'altro da amare non esiste Jeong, perché è un'emozione sia interna che presente fuori da noi stessi. Per creare Jeong ci vogliono due elementi, si tratta di una devozione e fiducia nell'altro, come un bambino che si affida ai genitori ed è felice, questa connessione-fiducia si chiama mo-jeong, una delle caratteristiche più "forti" della cultura coreana. Non sei tu che provi Jeong, è il Jeong che lega te ed un altro oggetto d'amore. Nelle culture cinese e giapponese esiste una forma di jeong, in giapponese diventa jyo/nin jyo, ma non ha la stessa carica emotiva., alcuni psicologi vedono nell'esistenza stessa della parola Jeong l'origine dell'atteggiamento tavolta nazionalista dei Coreani, potendo anche identificare, infatti, un "attaccamento" collettivo, io che sento una forte connessione con la comunità e, di conseguenza, con le mie origini, in opposizione allo straniero.




Han (한, 恨)


Questa parola rappresenta un sentimento strettamente legato a Jeong. L'han permea la cultura coreana fino al punto di condizionarne anche la danza come ho scritto nel mio articolo. Han è un dolore che si prova per qualcosa o per qualcuno, un dolore che genera una forma di odio particolare: "odio/rispetto". L'han è l'esatto contrario del Jeong, ma si basa sulla stessa struttura, l'esistenza di un forte legame. Non puoi provare han se non per qualcosa che ti suscita un grande interesse e alla quale sei connesso. Han non è soltanto odio, può essere risentimento e rassegnazione, un rancore che vuole ma non agisce per la vendetta. L'han è uno dei pilastri portanti della cultura coreana, fa parte dell'anima di ogni coreano, è l'eredità di secoli di persecuzioni durante i quali non si è persa mai la dignità nè la speranza. Lo scrittore coreano Park Kyong-Ni (박경리), nel 1994 scrive: " l'han è tristezza e speranza al tempo stesso, il nucleo della vita, il percorso che porta dalla nascita alla morte". Chi prova han soffre, ma non sarà mai capace di usare violenza all'artefice del suo dolore.


cr: Significance of “Jeong” in Korean Culture and Psychotherapy 
     (Christopher K. Chung, M.D. & Samson Cho, M.D. Harbor-UCLA Medical Cen)
     scotinexile.blog , yujinishuge.wordpress

CATEGORIA: Cultura in  Pillole

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