giovedì 11 luglio 2013

Kang Se-hwang: il pittore itinerante



Yeongdaegigwan-cheop



Nell’antichità non esistevano le fotocamere digitali, eppure noi conosciamo tanti aspetti di vita delle epoche più disparate, c’è da chiedersi come sia possibile. È possibile perché a fotografare con abilità divina la realtà del proprio tempo ci ha pensato l’artista di turno, una fotografia fatta di immagini o parole che viene fuori dal matrimonio perfetto tra ragione e sentimento. Uno dei pittori più ricordati in Corea è Kang Se-hwang (1713-1791), dotato di talento e nobiltà d’animo.







Kang Se-Hwang è vissuto durante il XVIII secolo quando la Corea imparava a conoscere le arti occidentali, grazie agli studiosi che avevano viaggiato in Cina. Il contatto con la cultura occidentale è stato un impatto notevole per i pensatori coreani, la storia ci insegna, infatti, che durante la dinastia Joseon il Confucianesimo condizionò lo stile di vita del Paese, molti credevano che la cultura e il modus vivendi perfetti fossero solo quelli già conosciuti e basati sui principi confuciani, tra i pensatori conservatori non era compreso Kang Se-Hwang. Abile pittore, calligrafo, poeta e critico, seppe capire e catturare con la sua arte il cambiamento storico e artistico del suo tempo. Kang dipingeva sin dall’età di 10 anni e ha continuato per tutta la sua vita, grande viaggiatore ha lasciato delle testimonianze dei suoi itinerari: un viaggio a Songdo, l’attuale Gaeseong in Corea del Nord, in Cina per omaggiare l’imperatore della dinastia Qing in occasione del suo compleanno, sul monte Geumgangsan. 



Parlare con le immagini




Taejongdae uno dei 16 dipinti del Songdogihaengcheop


Grande osservatore,  Kang Se-Hwang riteneva importante immortalare quello che vedeva durante i suoi viaggi, una volta ha scritto: “il diario di un viaggiatore è meglio di una poesia, ma un dipinto è meglio di un diario”. Una delle sue ultime tappe, all’età di 75 anni, è stata la visita al monte Geumgangsan, la destinazione più ambita dell’epoca, lasciando un dipinto del luogo. Quando ha visitato Gaeseong ha creato una collezione di 16 dipinti e 3 articoli chiamata Songdogihaengcheop ( Viaggio a Gaeseong ). La grandezza di quest’artista è data da molteplici motivi, la sua pittura era dettagliata e ha regalato un ricordo dei posti visitati e dell’epoca molto preciso, ma soprattutto ha reso le sue opere molto più apprezzabili grazie all’uso delle tecniche artisiche occidentali: prospettiva e ombreggiatura. 



Sagunja


Una particolare forma di pittura in Corea è la Sagunja (pittura ad inchiostro), molto amata dalla classe nobile. La Sagunja consiste nella raffigurazione di 4 tipi diversi di piante: l’orchidea (rappresenta la primavera), il bambù (l’estate), il crisantemo (l’autunno), il fiore di prugna (l’inverno). Molti artisti preferivano dedicarsi alla riproduzione di una sola delle piante, ma Kang era di diverso avviso, dipinse tutti e 4 i soggetti perché sosteneva che un pittore deve essere completo e sperimentare sempre, mettendosi perciò alla prova.





Una vita difficile


La vita di Kang Se-hwang non è stata facile, anche se nacque da una famiglia yangban, quando raggiunse l’età per sostenere l’esame per diventare un ufficiale di Governo una frode attuata dal fratello ebbe come conseguenza il divieto di ricoprire cariche governative che colpì la sua famiglia. Vissuto ad Ansan, provincia di Gyeonggi, divenne famoso tra gli intellettuali per le sue doti e fu chiamato a palazzo all’età di 61 anni. Kang era un artista con un tocco di stravaganza, questo gli provocava una sorta di conflitto con l’opinione pubblica. Infatti, non amava le formalità, in un autoritratto si dipinse con un cappello da ufficiale, ma in tenuta non adatta.



Kim Hong-do:  Hwangmyonongjeopdo
(Gatto e Farfalla)



Non capita molto spesso che un artista sia pronto ad appoggiare giovani talenti, un po’ per egoismo un po’ per paura, ma questo non era il caso di Kang. Tra gli artisti che sosteneva c’era Kim Hong-do (1745-1806) visto come il maestro della pittura popolare, di cui ammirava la capacità di riprodurre realisticamente l’oggetto della sua opera, tanto che lo stesso Kang, in riferimento ad un’immagine del giovane discepolo che ritraeva una farfalla, scrisse: “Riesco quasi a percepire la polvere che cade dalle ali della farfalla. Come può una riproduzione somigliare tanto al modello naturale?” Kang Se-hwang  era un artista sempre giovane, che amava collaborare con i nuovi talenti ed era sempre pronto a mettersi alla prova e ad imparare nuove tecniche. Dovremmo seguire il suo esempio xD.


Fonte: Korean Herald

CATEGORIA: Cultura in Pillole

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