domenica 25 agosto 2013

Inhuh: dall'India una regina coreana






Le origini della popolazione coreana anche per gli storici e gli antropologi sono difficili da determinare, come ho scritto in questo articolo, ancora più affascinante di questo mistero risulta essere l’incontro tra due culture diverse che si concretizza in una storia d’amore leggendaria. Forse gli appassionati di cultura coreana sono al corrente che una delle regine entrate nel mito e la cui vicenda è narrata nel Samguk Yusa  (Cronache dei Tre Regni: antica  storiografia della Corea, scritta dal monaco buddhista Iryeon tra il 1206 e il 1289 e completata nel 1280 , periodo Koryo 918 - 1392), era di origine indiana. Se vuoi sapere di più  continua a leggere …





Sull’arrivo della bellissima principessa Heo Hwang-ok in Corea ci sono due diverse versioni, che ho potuto conoscere leggendo blog di Indiani e Coreani (studiosi o semplici appassionati), insieme ad articoli delle testate giornalistiche : Timesofindia e Koreatimes. Il punto d’incontro delle due varianti sta in due particolari importanti: re Suro apparso in sogno e il viaggio in barca, dall’ India alla Corea, della principessa Heo. 


Protagonisti storici della vicenda:




Suro di Geumgwan Gaya: Suro, o Sureung (수릉,首陵), è il leggendario fondatore e re dello Stato di Geumgwan Gaya nel sud-est della Corea ( 42 d.C ). Laleggenda narra che quando in Cina governava l’imperatore Guangmu, un gruppo di nove capitribù, originari della zona di Naktong (fiume della Corea), sul monte Kuji chiese al Cielo un sovrano. La oro invocazione è citata in un piccolo componimento contenuto nel Samguk Yusa intitolato Kiji-ga (tartaruga):

“ Tartaruga, tartaruga,
Metti fuori la tua testa!
Se così tu non farai
Ti cuoceremo e ti mangeremo”

Questa è una minaccia, però ha avuto effetto. La tartaruga, simbolo di saggezza e fecondità, ha esaudito le richieste dei capi tribù facendo scendere dal cielo sei uova in una scatola d’oro, da ogni uovo nacque un bambino che 10 giorni dopo divenne adulto, re Suro era il fratello maggiore e prese il commando diventando re di Kaya, i suoi fratelli governarono su altri staterelli della confederazione.





Heo Hwang-ok: Era una bellissima principessa, il cui nome originario (prima del matrimonio con re Suro) era Inhuh, proveniente dalla lontana India, precisamente dal regno di Ayuta, oggi identificato dagli storici con la città di Ayodhya (sulla riva destra del fiume Sarayu), che nel 48 d.C giunse in Corea per diventare regina. Dobbiamo soffermarci un attimo su Ayodhya perché per la storia indiana è un luogo molto importante, infatti, è la città che ha dato i natali ad una grande divinità, Vishnu, incarnatosi nel grembo di una delle tre mogli del re di  Ayodhiyā. Vishnu, come principe prese il nome di Rama, grande condottiero dal cuore nobile il cui destino era quello di lottare contro il demone Ravana. Le vicende di Rama e della sua amata sposa Sita (Lakshmi  moglie divina di Vishnu incarnatasi per ricongiungersi con lo sposo celeste sulla terra) sono custodite nelle pagine di un testo antichissimo intitolato Ramayana (I-VI a.C) che rappresenta una bellissima storia d’amore contente significati sicuramente più profondi. Il libro è diviso in 7 capitoli. Si pensa sia stato scritto dal grande poeta indiano Valmiki. In realtà è più probabile che sia stato composto da più persone, che hanno raccolto delle antiche leggende. Sinceramente non posso affermare che la principessa Heo  sia imparentata con Rama (Vishnu), però credo che il mito della sua origine sia da collegare con l'’importanza che il regno dorato di Ayodhya ha nella mitologia indiana. Non lo so se i Coreani quando nacque il mito di re Suro conoscessero il testo sacro di Ramayana, certo è che in Corea il Buddhismo arrivò durante i Tre regni, prima di Confucio. Il drago stesso, come ho scritto nel mio articolo dedicato ai lucertoloni, grazie al Buddhismo ha ereditato il ruolo del cobra indiano Naga (figura della religione induista) come custode dei principi del Buddhismo e della purezza delle anime, la leggenda di Ayodhya appartiene, però, all’Induismo. Per svelare questi misteri ci vorrebbero ore e ore nelle biblioteche delle università più importati della Corea del sud, se mi invitano vado volentieri xD.




L’incontro tra la principessa e re Suro




Nelle antiche leggende si legge spesso che le principesse, i sogni son desideri xD, sognino il proprio principe, anche in India o in Corea funziona così. Nella prima versione della storia di Heo, a sognare l’aitante re Suro, almeno così presume, è lei stessa. La furba donzella chiede ai genitori di poter andare incontro all’uomo del suo destino. Nella seconda versione, narrata dalle cronache storiche Samguk Yusa , sono i genitori che sognano il re. Il padre di Heo dice alla figlia di raggiungere il suo sposo predestinato.



Il viaggio in barca


Entrambe le versioni narrano di un viaggio in barca che la principessa ha compiuto per raggiungere  il suo amato, nella prima porta una pietra, che si dice abbia calmato le acque. Nella seconda “cronaca”  arriva con una barca portando oro, argento ed una pianta di tè e, prima di sposare re Suro, si sfila i pantaloni di seta e prega la divinità della montagna. Quando la principessa Heo Hwang-ok giunse in Corea aveva l’età di 16 anni.



 
Sempre una pietra si dice rappresenti la prova storica che la regina Heo provenisse dall’India. Nel 2004 gli archeologi ritrovano presso la tomba di re Suro una pietra che rappresenta due pesci che si baciano, questa tipologia di raffigurazione è il simbolo della famiglia reale di Mishra in Ayodhya. Nel buddhismo il pesce è un simbolo importante, in coppia, uno maschio e l’altro  femmina, rappresenta la fertilità.




La discendenza





La regina Heo diede alla luce 10 figli che segnarono l’inizio della potente dinastia Kim Gimhae, due figli scelsero di portare il nome della madre,  a questi ultimi si dice appartenga il clan Heo ( Heo Gimhae). La volontà di portare il segno della madre è stata una decisione della regina, che l’ha ordinato ai figli prima di morire. Proprio in riferimento alla questione della discendenza nel 2010 il koreatimes pubblica un articolo riguardante la first lady di allora, Kim Yoon-ok (moglie del presidente Lee Myung-bak), si affermava essere una discendente della regina Heo Hwang-ok. Questa dichiarazione risale al 2010, anno in cui insieme al marito si reca a Nuova Delhi per una visita di quattro giorni. Qualcuno, giustamente, si potrebbe chiedere quale necessità avesse all’epoca, seppure se ne possono comprendere gli interessi politici, il Governo indiano a fare quelle affermazioni. Il segreto è custodito dalle tombe, che stavolta non sono mute:



Le tombe di re Suro e della sua amata consorte si trovano nella provincia di Gyeongsangnam-do a Gimhae-si. Nel 2004 dei ricercatori, recatisi sulle tombe reali, hanno prelevato dei campioni per studiarne il DNA, in modo da capire quanta verità ci sia nella storia della principessa. Le analisi avrebbero confermato che esiste un legame tra l’etnia indiana e quella coreana, forse tra coloro i quali hanno sangue hindi c’era la first lady Kim Yoon-ok. Io non so se credere a questa affermazione, potrebbe essere una strategia, da parte del Goveno coreano, per consolidare un rapporto diplomatico Credo più nella leggenda riportata dalle cronache del Samguk Yusa  che in queste ricerche. Se mi chiedi quale sia il motivo che mi spinge a fare queste affermazioni  ti rispondo subito, la Corea del sud ha degli stretti legami commerciali con l’India, delle importanti aziende coreane sono attive in quel Paese, parlo della Samsung, la Hyundai e l’LG. Queste informazioni si possono trovare sul blog del Governo coreano, blogkorea.net, nell’articolo che parla del legame tra India e Corea, dove si fa riferimento anche ad un accordo di partenariato economico, volto al perseguimento di obiettivi di sviluppo. Le collaborazioni si ampliano al settore dell’elettronica e della scienza, insomma, sono strettamente legati i due Paesi, è comprensibile che si voglia accentuare questa “catena economica” con scoperte vere o presunte tali. Nel 2001 i sindaci di Ayodhya e Gimhae hanno sottoscritto un gemellaggio.


La struttura della tomba



L’aspetto che la tomba ha oggi risale all’anno 1580 (tredicesimo anno del regno del sovrano Seonjo della dinastia Joseon) , quando il governatore Ho Yop della regione di Yeongnam (provincia di  Gyeongsang) ne ordinò il restauro. Volendo visitare la tomba reale, la prima cosa che il visitatore vede è un cancello con i simboli Yin e Yang, prima di poter giungere alla tomba del re si attraversano altri due cancelli. Più della tomba stessa appare interessante l’edificio situato a destra della tomba del sovrano, perché nella struttura ci sono le raffigurazioni pittoriche del re e della regina, nel cortile della tomba c’è una scultura che ricorda il mito della nascita di re Suro: sei uova circondate da due draghi gemelli e una tartaruga. Una volta quest’opera si trovava presso al tomba della regina Heo, ma fu poi spostata vicino a quella del consorte.


La regina e il Buddhismo

L’arrivo della principessa Inhuh in Corea è stato determinante per la diffusione della religione buddhista, in quanto a raggiungere con lei la Corea fu il fratello  Heo Bo-ok, poi diventato il monaco Jangyu, principe di Ayodhya (india). Jangyu introdusse il buddismo nel regno di Gaya, poi si ritirò sui monti Bulmosan e Jirisan, dove per due anni istruì i 7 figli di re Suro alla dottrina buddhista.

Tirando le somme questa leggenda più che di una storia d’amore ci mette al corrente che la Corea ha, sin dall’antichità, avuto rapporti con l’India, almeno così affermano gli storici. In qualche modo si riesce a comprendere, seppure con la mitologia, dell’influsso che il Buddhismo ha avuto sulla cultura coreana sia per la storia del monaco Jangyu, fartello della principessa Inhuh, sia per la famosa pietra a forma di pesce uno dei simboli buddhisti diffuso anche in Giappone.


Il drama dedicato al re Suro




Nel 2010 la MBC trasmette un drama di 32 episodi, intitolato김수로 / Kim Soo Ro, dedicato alla storia di re Suro. Nella vicenda appare anche la principessa Heo che indossa il il Sari (abito femminile tradizionale indiano), l’attrice che recita questo ruolo (Seo Ji Hye) non rende giustizia alla storia, sarebbe stato molto più credibile e bello se l’attrice fosse stata di origini indiane!!




Dal cuore di Tagore una poesia per la Corea




Rabindranath Tagore, poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo indiano, nonché premio Nobel per la letteratura nel 1913, ha dedicato dei versi bellissimi alla Corea, nel 1929, che ne evocano la gloria passata e il luminoso futuro:


Nell’età d’oro dell’Asia
La Corea era uno dei suoi portatori di torce,
E quella torcia sta aspettando
Per essere accesa ancora una volta
E illuminare l’Oriente


Un viaggio tra le immagini 


 

Le immagini che ho utilizzato per introdurre la storia della principessa Inhuh e che sembrano le pagine di un libro di fiabe, sono gli screen di un documentario animato realizzato dalla KBS nel 2012 per narrare la storia della sovrana di origini indiane. Invece, l'immagine composita di introduzione contiene due importanti monumenti dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco: Taj Mahal in India e Changdeokgung in Corea del sud.

Se ti è piaciuto l'articolo lascia un commento ^_^

Storia della Corea dalle origini ai giorni nostri (Maurizio Riotto)
    

2 commenti:

  1. grazie era davvero un bell'articolo
    raffaella

    RispondiElimina
  2. Grazie per il tuo commento e il tuo apprezzamento! ^_^

    RispondiElimina