mercoledì 23 ottobre 2013

Etichetta coreana: lesson 1





Il concetto di equilibrio è parte integrante della filosofia-religione confuciana, questo importante principio guida i rapporti interpersonali della popolazione coreana. Il comportamento di una persona civile deve avere come obiettivo quello di non mettere un altro individuo in una situazione sgradevole, che potrebbe trasformarsi in una grande sofferenza.






Qual è uno dei sentimenti più importanti nella società coreana? La risposta a questa domanda è significativa: l’onore! L’onore è il motivo per il quale la cultura stessa è stata “costruita”, in Corea, in un certo modo, “il mio agire non deve mai creare imbarazzo ed essere causa di vergogna per un’altra persona”. Quando nei rapporti interpersonali c’è armonia, ossia equilibrio, vuol dire che da ambo le parti c’è stato un comportamento corretto che ha rispettato il kibun di ogni soggetto coinvolto nella “relazione”.

Cosa significa Kibun?

In un mio articolo, tempo fa, ho scritto di due particolari sentimenti che sono “tutti coreani”, Jeong e Han, anche il kibun è qualcosa di simile, ma meno romantico. La parola Kibun non ha una vera e propria traduzione, almeno precisa, indica uno stato d’animo permeato da concetti sociali strettamente legati tra loro: reputazione, dignità e sensibilità. Nel mondo del lavoro rispettare il kibun è importantissimo, in una situazione nella quale, in una realtà aziendale, è stato commesso un errore di cui è responsabile una persona, deve essere comunicato in maniera discreta e in privato, in modo che il colpevole non sia smascherato davanti ad altri e messo in imbarazzo, il suo kibun resterà “inalterato”. Un comportamento giusto, secondo la cultura orientale, non ha solo l’effetto di tutelare la sfera spirituale “dell’altro da me”, ma il mio stesso kibun, l’equilibrio si raggiunge quando: “i piatti della bilancia” sono allineati.

Il kibun, anche se ha il profumo del rispetto, nasconde un velo di ipocrisia.  Per non disturbare l’equilibrio che ci lega, una mia menzogna o piccola bugia, secondo la mentalità orientale, è bene accetta. La spontaneità non è una delle doti più apprezzate, è sempre meglio mantenere una compostezza spirituale. Un esempio di kibun: un datore di lavoro che licenzia di venerdì limitandosi a dire “non ti presentare lunedì”, non ce lo dice apertamente, ma siamo fregati =___=.



Nunchi: un potere nascosto



Per creare un piccolo universo di energia positiva, governato dall’armonia, è necessario possedere un piccolo potere, che dovremmo avere tutti, il nunchi ( l’occhio come strumento di “misura” xD ): la capacità di comprendere il prossimo, almeno nel suo stato d’animo momentaneo. I canali attraverso i quali si muove questa magia sono il silenzio e l’atteggiamento da osservatore. È necessario scrutare tutti gli aspetti riguardanti il modo di comunicare del proprio interlocutore, i segnali verbali e non verbali, molto importante è il tono della voce, in modo da cogliere il suo modo di essere nel contesto nel quale è nata la conversazione. 



Inhwa



Ultima chicca è l’Inhwa, che rappresenta “l’approccio” verso l’armonia.  L’Inhwa è una delicatezza che si traduce nella riluttanza a dire di no, il rifiuto diretto non è educato, meglio una risposta positiva. Nel mondo del lavoro, in Corea del Sud, l’Inhwa contraddistingue l’emergere di una profonda lealtà del dipendente verso il datore di lavoro.

Chissà potrebbe essere una buona opportunità per la fan innamorata…

A (Fan innamorata): So Ji Sub, mi sposi?
B (Idol stalkerato): “Okay!!”



CATEGORIA: Cultura in Pillole 

cr: Korea4expats, koreandreamer


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