martedì 19 novembre 2013

South Korea: una parte della storia




Ormai è del tutto naturale quando si parla di cultura orientale, soprattutto per gli amanti del Giappone e della Corea del sud, di non provare nessun tipo di stupore quando ci si trova di fronte ad opere come i manga Yaoi che narrano, attraverso le immagini, di storie d’amore di natura omosessuale tra uomini bellissimi, particolarmente amate dalle ragazze, o fissazioni del mondo fandom legato al Kpop come le OTP (coppie formate da due Idol dello stesso sesso), quando le fan degli Idol provano un trasporto particolare nel vedere i propri artisti del cuore toccarsi o baciarsi come fossero una vera coppia. Così come queste realtà artistiche fanno parte della cultura moderna, non ci si deve stupire che l’omosessualità fosse presente in Corea sin dai tempi più antichi … 



Nell’antica Grecia è risaputo che le pratiche omosessuali fossero radicate nei costumi, documenti storici riportano di messaggi d’amore che gli atleti si scambiavano, scritti sulle pareti, durante gli allenamenti per le Olimpiadi, per non parlare dei festini nei quali erano coinvolti giovani adolescenti non sempre consenzienti.  Alcuni storici ritengono veritiere le preferenze sessuali di Mecenate, illustre figura dell’epoca augustea, per individui dello stesso sesso, molti suoi amanti erano i poeti che accoglieva nelle proprie dimore, tra i quali forse Orazio. Leonardo e Michelangelo, due grandi pittori dell’arte italiana rinascimentale erano gay. L’elenco potrebbe continuare all’infinito e comprenderebbe anche il bellissimo Alessandro Magno che si dice amasse il suo amico d’infanzia Efestione, insieme all’imperatore Adriano che moriva d’amore per il suo Alcinoo, la cui morte assassinato lo portò ad una profonda depressione. 







In Corea del sud il primo accenno storico all’omosessualità risale all’epoca di Silla, si fa riferimento ad un corpo di guerrieri particolarmente belli, chiamato hwarang, citato nel Samguk Yusa. Questi bellissimi giovani avevano come obiettivo principale quello di combattere per proteggere e rendere grande il loro Paese, erano scelti tra i figli dei nobili attraverso delle elezioni pubbliche. I 5 comandamenti di questi guerrieri erano:


  • Sagun ichung:  servire il re con lealtà,
  • Sachin ihyo : servire i genitori con devozione,
  • Gyo-u isin:  essere leali con gli  amici,
  • Imjeon mutwae: non indietreggiare mai in battaglia,
  • Salsaeng yutaek: non uccidere quando possibile,


Come si desume da queste regole di vita è storicamente certo che fossero dei guerrieri fieri e nobili, ma erano conosciuti anche per l’estasi e l’erotismo (hyangga), di questo loro aspetto parlano i poeti vernacolari coreani in alcuni versi del Sam-Guk-Yu-Sa:

Luna

Che appari e scompari

Nascosta dalle bianche nuvole,

Dove vai?



Il volto del Flower Boy Kilbo,

era riflesso nell’acqua verde pallida …

… torno a casa per vedere

quattro gambe nel mio letto.

Due appartengono a me .

Di chi sono le altre?

Leggendo questi versi che appartengono al componimento Song in Praise of the Flower Boy Kilbo (monaco Chungdam), si fa un’incredibile scoperta!! Il termine Flower Boy (cavaliere in fiore) che nei drama indica  i ragazzi particolarmente belli quasi effeminati!! In questi versi è chiaro il riferimento ad un rapporto omosessuale “le quattro gambe nel letto” … il termine hwarang nel linguaggio moderno, in alcuni casi, si riferisce all’orientamento sessuale, insieme ad altri significati, derivazioni della parola stessa, come ad esempio hwallyangi o hwangangnom che significano playboy e buono a nulla. Questi guerrieri erano anche  abili danzatori e bravi nel recitare le poesie.

Re Kongmin



Un altro famoso omosessuale era il re di Koryo Kongmin (1352–1374 d.C) che amava intrattenersi con giovani adolescenti chiamati chajewi, di cui 5 sono presenti nei documenti storici: Hong Yun, Han An, Kwon Chin, Hong Kwan, e No Son. I rapporti omosessuali durante questa dinastia erano indicati con la parola yongyang-chi-chong, il drago e il sole cioè due simboli maschili.

 

 
Durante l’epoca Joseon, con la diffusione della morale confuciana, l’omosessualità venne considerata un tabù e bollata dalle classi medio-alte. Tuttavia  esisteva e come, era praticata soprattutto nelle zone rurali lontano dagli occhi della corte. Si trattava di giovani vedovi che pagavano bellissimi ragazzi scegliendoli come amanti, i più anziani facevano ai propri amori dei costosissimi regali. I giovani che vendevano il proprio corpo ai nobili si chiamavano Namsadang , erano artisti itineranti e non tutti lo facevano xD, coinvolti anche in pratiche legate allo sciamanesimo.



Horace Allen

 

Nel 1885 Horace Allen il primo medico missionario occidentale che ha vissuto in Corea riporta che 76 suoi giovani pazienti erano affetti da problemi legati a rapporti tra uomini. Verso la fine dell’ottocento, erano ben conosciuti i rapporti tra giovani coreani e giapponesi, tanto che nel 1882 il governo locale di Busan promulgò una legge che vietava ai giovani nipponici di vestirsi da donna, pena una multa salata.








Tutte queste notizie storiche sono riportate da studiosi e giornalisti, non da associazioni per la tutela dei diritti omosessuali, quindi hanno una percentuale di esattezza molto alta. Del resto è storia comune all’Occidente, trovo molto più strane le OTP xD … 


CATEGORIA:  Cultura in Pillole

cr:  korea times, 
YOUNG-GWAN KIM1, & SOOK-JA HAHN2
Pyongtaek University, Pyongtaek, Korea, and Hanyoung Theological University, Seoul, Korea



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