giovedì 16 gennaio 2014

Korean Law: la violenza sulle donne




Il diritto penale coreano è particolare, poiché per alcuni reati esistono delle leggi che ne disciplinano vari aspetti, per prevenirlo o combatterlo, definite “Special Act”, ed entrano in gioco simultaneamente con la principale chiamata “Criminal Act”, il cardine del diritto penale coreano. Questo vale, soprattutto, per un reato moralmente abominevole come la violenza sessuale, o le molestie sessuali in genere. Per quanto riguarda le molestie sessuali, la disciplina che regola questa figura di reato ha un grande peso nell’ambito lavorativo, grazie ad una regolamentazione ad hoc, particolarmente puntigliosa, che permette anche di distinguere, con un’opportuna interpretazione degli esperti, ad esempio, se la circostanza che una dipendente venga costretta dal principale a bere, possa essere o no considerata una molestia, la risposta è negativa. Lo stupro, però, è un'altra cosa ...





La legge penale coreana riguardante i crimini di natura sessuale, nel 2013, ha subito delle importanti modifiche, aventi la funzione di garantire un corpo normativo più omogeneo e severo.

Esempi di modifiche:

Nella legge penale italiana esiste la denuncia, “un atto con il quale ogni persona porta a conoscenza dell'autorità - pubblico ministero o ufficiale di polizia giudiziaria (e non anche un agente) - un reato perseguibile d'ufficio del quale ha notizia” (Arma dei Carabinieri). La denuncia, prima della riforma del 2013, era necessaria, in base al diritto penale coreano, per perseguire i reati  di "violenza sessuale", dopo la riforma  le cose sono cambiate.


Il crimine dello stupro 강간:





In base alla legislazione penale coreana, art. 297 Criminal Act, affinché possa consumarsi il reato di stupro, cioè venire ad esistenza, sono necessarie tre condizioni:

Un rapporto sessuale completo, il reo deve violare la vittima, altrimenti si avrà la figura del tentativo di reato (anch’essa perseguibile penalmente),

L’atto deve avvenire attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione. Da parte della vittima ci deve essere una mancanza di consenso, la violenza e l’intimidazione devono essere tali da rendere quasi impossibile una resistenza,

Vi deve essere l’intento di commettere il reato. Il diritto penale coreano, per quanto riguarda questo elemento, si mostra più incisivo del diritto penale italiano, d’altronde noi siamo gli eredi del diritto romano xD pieno di giri e rigiri infiniti di norme, non potrebbe essere altrimenti. L’art 609 bis c.p italiano rubricato “Violenza sessuale”, disciplina che: “Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni”. Nella nostra legislazione penale, come ho anticipato prima, non viene fatto un riferimento all’intento, ma all’elemento soggettivo (volontà giuridica di delinquere) del reato in questione, che è rappresentato dal dolo generico: “coscienza e volontà di compiere un atto invasivo e lesivo della libertà sessuale della vittima non consenziente” (Cass. Sez. III Maggio 3008). Il dolo rappresenta la coscienza è volontà del delitto, una definizione un po’ più elegante e complicata rispetto ad intento xD.

La pena minima per lo stupro in Corea del sud è di 3 anni, ma diventa più severa per i  delinquenti abituali o in presenza di armi, per attuare l’intimidazione, in questo caso si parla di “Stupro aggravato”.



Mi rendo conto che riportare l’analisi della normativa della legge coreana per alcuni possa essere complicato da comprendere, ma i risvolti sociali che una sana discussione comporta, sono altrettanto complessi. Uno dei blogger coreani che seguo con maggior piacere, ha scritto che gli stupri in Corea del sud sono dovuti principalmente all’eccessiva censura sociale alla quale il popolo è sottoposto. Soprattutto i ragazzi, molti episodi si verificano tra gli adolescenti, ai quali dovrebbe essere assicurata un’educazione sessuale senza tabù, soprattutto per prevenire le malattie. Sembra incredibile come i luoghi  di studio, come licei ed università, siano le ragnatele dove i predatori aspettano le proprie vittime o le incontrano per la prima volta, il korean herald (testata giornalistica coreana), riporta due casi recenti e particolarmente inquietanti, nel primo una donna è stata violentata in un’università, nei pressi della biblioteca; nel secondo una tutor universitaria è stata uccisa, dopo un tentativo di stupro, da un suo studente psicolabile, che la minacciava da tempo sostenendo continuamente che stavano insieme, anche davanti ai rappresentanti di studio. 



Nello spettacolo e nei prodotti mediatici




Nel mondo dello spettacolo coreano non mancano casi di violenze sessuali, reali o presunte. Una delle notizie che fece più scalpore nel 2012 fu l’accusa di violenza sessuale che ricadde, come capo di imputazione, sul famoso attore PARK SI HOO, protagonista dei dorama Cheongdamdong Alice e The Princess' Man, accusato, dopo una notte di baldoria e l’assunzione di droghe , così  riportano le fonti, di aver violentato una collega. Più volte Si Hoo ha ammesso il rapporto, consenziente, ma non la violenza, così è diventato un bersaglio facile delle critiche dei moralisti. Dopo la denuncia della presunta vittima, le indagini hanno evidenziato esclusivamente un bel tentativo di truffa ai danni di Park. In seguito a vari accordi tra i legali delle parti, la denuncia di violenza sessuale viene a cadere. Io sono dell’avviso che nel mondo dei mass media la verità al 100% non viene mai a galla, non so cosa pensare e non voglio esprimermi con dei giudizi di colpevolezza dell’ultimo minuto, la società è nata col dito puntato sempre su qualcuno, però c’è da dire che più che un’assoluzione completa sembra un gioco di rinunce reciproche, delle pretese di lei e della vendetta di lui.



La crudezza di alcuni dorama




Quello che amo guardare di più sono i dorama che trattano di divertenti storie d’amore, dove la protagonista è un’imbranatona senza speranza o un maschiaccio dal cuor di leone. Solo una volta ho imboccato una strada diversa, quando sono diventata una delle fan della serie “I Miss You”, con Park Yoochun, il famoso principe sulla terrazza xD, e Yoon Eun Hye, principessa nel dorama Goong e maschiaccio in Coffe Prince. La storia si incentra sulla vita difficile di due ragazzi, Soo Yeon, figlia di un assassino, e Jung Woo, non tanto più fortunato di lei. La tragedia dello stupro avviene quando i due ragazzini, dell’età di 15 anni, innamoratisi l’uno dell’altro, vengono rapiti e nel 4° episodio la piccola viene stuprata da uno dei rapitori. La bravura della versione adolescente del personaggio di Soo Yeon, interpretata da Kim So Hyun, è stata profonda e toccante perché dalla sua interpretazione è trapelato un profondo bisogno di urlare al mondo un dolore senza via d’uscita…






I manhwa non sfuggono alla realtà





Così come in Giappone vengono letti i Manga, in Corea del sud vengono pubblicati i Manhwa. Rispetto ai primi, i lavori coreani tendono a toccare tematiche molto serie, non tutti ovviamente, come il bullismo e la violenza nelle scuole e tra i gruppi di ragazzi. Due o tre anni fa, mi è capitato di leggere un manhwa molto toccante, intitolato Do You Want to Try?, di LEE Naneeh, che all’inizio mi aveva attirata per via della bella grafica di CHA Kyung Hee e della storia che, apparentemente, sembrava la classica romanticheria orientale. Pagina dopo pagina mi sono resa conto che riguardava un argomento molto serio, quello della violenza sessuale subita dalle ragazze ad opera dei bulli. La protagonista della storia, Han Hye Won, vive la sua esistenza avendo perso le memorie di qualcosa che la porta a piangere nel sonno. Tralasciando la trama e l’intervento del bel protagonista maschile, i ricordi cancellati dalla ragazza rappresentavano le scene di una violenza sessuale di gruppo che aveva subito per vendetta. Verso la fine dell’opera, anche grazie all’amore, affronterà il suo passato con la voglia di ricominciare senza vergognarsi di nulla. L’ultima pagina mi ha vista come una lettrice dalla bocca aperta. Mi sentivo arrabbiata perché avevo assaporato un gusto amaro, che non avrei voluto assaggiare, preferendo le commedie romantiche, ma, in seguito, ho capito di essere stata una fortunata lettrice, che ha avuto l’occasione di sbattere la testa contro uno spicchio di realtà, per quanto amaro esso sia. 


cr: Ministero della giustizia della Corea del sud, 
     Criminal Act (south korea law),
     klawguru , Korean Herald, Korea Times

0 commenti:

Posta un commento