domenica 6 luglio 2014

South korea: Oro e Potere




Devo proprio dirtelo: sei un tesoro!! Non illuderti, non è una dichiarazione d’amore, ma l’introduzione di questo articolo. È esistito un tempo in Corea, durante il quale la vanità e la bellezza non erano fonte di scandalo, tanto tempo fa, prima che si insediasse Confucio nella vita quotidiana …







Con l’instaurarsi della dinastia Joseon e l’avvento prepotente del Confucianesimo, molti degli aspetti della cultura coreana, esistiti sin dall’epoca dei tre regni, sono stati modificati, per il perseguimento di un ideale di sobrietà che sarebbe piuttosto criticabile. Nelle epoche più antiche della storia coreana non era strano poter vedere sia uomini che donne indossare gli orecchini, l’ornamento preferito da entrambi i sessi, questi preziosi potevano essere dei più disparati materiali, dall’oro al bronzo. Chi aveva un ruolo importante nella società indossava gli orecchini d’oro, che diventavano, così, un simbolo di potere. Durante la dinastia Silla esistevano 3 tipologie di orecchini o eehwan (이환): semplici, pendenti, vistosi. Gli orecchini semplici erano costituiti da un cerchietto, i pendenti avevano un cerchietto attaccato ad un “fermaglio”, gli orecchini vistosi erano costituiti da più cerchi e decorazioni, attaccati ad un fermaglio.






L’orecchino per il nobile dei tre regni aveva un significato importante, simboleggiava infatti, giovinezza e capacità, il genere maschile preferiva orecchini sottili chiamati Sehwan, le donne prediligevano una tipologia di orecchini dai circoli più spessi, chiamati taehwan. Quando è arrivato Confucio è sparito l’orecchino, perché secondo il famoso concetto di “pietà filiale”, che vuole i figli grati e devoti ai genitori, farsi il buco al lobo dell’orecchio equivale a causare dolore al corpo donatoci dai genitori, ergo mancanza di rispetto. La motivazione reale della scomparsa degli orecchini per gli uomini, tuttavia, è da ricercarsi nella crisi economica che mise sotto accusa l’eccessiva importazione di oro della dinastina Ming dalla Cina. L’unica ad indossare i monili fu la donna, solo nelle occasioni speciali, però.




La parola al reperto




Elaborato stile di orecchini del VI° secolo



Il paio di orecchini nella figura, rappresenta il più elaborato stile di orecchini del VI° secolo, diverso dai gioielli semplici ed eleganti tipici dell’era di Gaya del tardo IV° secolo e inizi del V°:


La sezione centrale contiene una perla globurale e tre piccole foglie d’oro, simili a quelle degli orecchini degli albori di Kaya. La sezione inferiore, attaccata alla sezione centrale da due piccole catenelle, ha due pendenti gemelli a forma di frutto del faggio, anche conosciuto come faggina. La parte superiore è costituita da due anelli incastrati tra loro.



Durante il periodo dei tre regni, i preziosi, simbolo del potere, erano prerogativa delle classi agiate, dalla famiglia reale all’aristocrazia. Nella moderna Gyeongju, a nord della Provincia di Gyongsang, nella capitale del regno di Silla, conosciuta come Geumseong o città d’oro, sono state scoperte le tombe che hanno regalato i più incredibili tesori:


  • Gioielli raffinati: orecchini, bracciali ed anelli
  • Armi,
  • Finimenti per cavalli,
  • Diademi,
  • Scarpe impreziosite con pietra di giada,
  • Cinture,


Facendo parte del corredo funerario, gli archeologi non sono ben sicuri se tutti i preziosi fossero indossati nella vita quotidiana, o fossero un dono per il defunto. Una conclusione importante, nata dall’osservazione degli orecchini, sia del periodo Gaya (42-562 d.C) che di Silla (57 a.C – 935 d.C) ha messo in evidenza come questi tesori fossero esportati dalla Corea al Giappone, dove sono stati ritrovati, risalenti allo stesso periodo, monili simili.  



Tecnica di lavorazione


Il lato affascinante della lavorazione di questi orecchini sta nel fatto che gli antichi orafi coreani utilizzavano delle tecniche proprie dell’oreficeria greca ed etrusca, insieme a quella dell’Asia occidentale. Per fare un esempio, la tecnica della granulazione, consistente nel creare è “attaccare” granelli di oro su una base per formare una decorazione in rilievo, è un’eredita, trasmessa dal  nord della Cina, nel primo millennio a.C.

Negli orecchini, immortalati dall’immagine, la tecnica della granulazione è stata applicata nella sezione centrale e inferiore, per creare dei motivi decorativi.




Le corone di Silla






Silla era un regno amante dell’oro, prima importato e, in seguito, estratto dallo stesso territorio. L’oro e lo sfarzo significava potere, gli oggetti dei reali erano più ricchi di quelli dei nobili, per un’ovvia differenza di rango. I reperti di maggior valore storico, scoperti nelle antiche tombe, sono le corone dalla particolare struttura e con un profondo significato spirituale. Simili corone sono state trovate nelle antiche tombe scite (della Scizia), della Sarmazia, nell’Asia centrale e vicino al mar nero; da queste scoperte nasce la consapevolezza di un collegamento culturale  tra la popolazione coreana e le prime civiltà nomadi. Queste culture sono accomunate dall’importanza data al simbolo della corona per via dello sciamanesimo:


La base della tipica corona dello stile di Silla è caratterizzata da delle “ramificazioni” verticali, contraddistinte da prolungamenti laterali che creano una sorta di “forcone”. Queste “ramificazioni”, secondo gli storici, avevano la funzione simbolica di collegare cielo e terra, come se il sovrano facesse da tramite tra un “realtà celeste” e il suo popolo. Infatti, gli scritti antichi riportano che i primi re di Silla avevano il ruolo di sciamano, e prendevano parte a taluni rituali del regno; in sintesi, il re aveva un importante posizione sia politica che “religiosa”.




La corona come albero del mondo





L’albero del mondo è un elemento ricorrente in numerose religioni, soprattutto nello sciamanesimo. Si tratta, in sostanza, di un grande albero, asse del mondo, che collega cielo, terra e inferi; conosciuto con diverse denominazioni in molte culture, è presente anche nella storia coreana. Ho letto un’informazione sulla cultura cinese, che mi ha ricordato molto la funzione della corona di Silla e la  figura del sovrano: secondo la tradizione cinese l’albero del mondo si chiama Chien-mu ed è posto al centro del mondo, lungo quest’albero ascendono i sovrani per accordare cielo e terra , un po’ quello che la corona di Silla con le sue ramificazioni, vuole rappresentare.






La corona di Cheonmachong Geumgwan (천마총 금관)








Una delle corone più apprezzate del tesoro del regno di Silla è quella denominata “Cheonmachong Geumgwan (천마총 금관)”, presente nel nel Museo di Gyeongju, scoperta a Cheonmachong nel 1973, è stata datata intorno al V° - VI° secolo d.C. Oltre alla sua incredibile bellezza, questa corona ha una piccola curiosità che riguarda il suo ritrovamento: quando fu scoperta era ancora sulla testa del sovrano, o meglio, quelli che erano i suoi resti. La corona di Silla ha 32 cm di altezza e 20 cm di diametro, la base era decorata con il carattere cinese ;  diversamente dalle altre corone d’oro, che sono state scoperte  prima, questa corona è fatta di oro massiccio.


La corona di Cheonmachong Geumgwan ha le “ramificazioni” divise in quattro livelli. I bordi della base della corona erano decorati con immagini  costituite da linee, onde tratteggiate e piccoli cerchi. I prolungamenti erano ornati da delle sporgenze circolari, sopra le quali  erano attaccati dei lustrini. Una coppia di catene fatte di oro e giada pendevano dalle due basi laterali della “fascia” della corona. Come è accaduto per molti ritrovamenti, anche per la corona, nonostante la sua bellezza, non è sicuro che fosse realmente utilizzata dai re, si ipotizza rappresentasse un dono per il corredo funerario.






Un anello per  Choson








Durante la dinastia Joseon, più che gli orecchini si usavano gli anelli, o jihwan (지환), ne esistevano due tipologie a seconda che la donna fosse zitella o maritata:



  • Panji (반지): era l’anello semplice, un unico cerchietto, indossato dalla zitella,
  • Garakji (가락지): letteralmente significa “coppia di anelli”, fatti di diversi metalli e pietre preziose, a seconda del rango di chi indossava il monile,



Il garakji è molto interessante come anello, perché rispecchia il principio confuciano dell’unità della coppia, ne simboleggiava l’armonia. Quando il marito tirava le cuoia, si portava uno dei due anelli della moglie nella tomba, lei continua ad indossare l’altro, come simbolo di eterna fedeltà. Un uomo quando voleva chiedere la mano di una lady, le donava il  garakji.



I materiali di cui erano fatti gli anelli si differenziavano a seconda della stagione:


  • L’inverno venivano indossati anelli d’oro,
  • L’estate venivano indossati anelli d’argento,
  • l’autunno erano indossati anelli di giada,






cr:  korea.net, KTO  metmuseum , thetalkingcupboard ,


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