domenica 28 settembre 2014

Korean tea ceremony *__*






Grazie a questo articolo, impareremo come raggiungere l’illuminazione bevendo il tè come solo i Coreani sanno fare!! ò.ò 






Esiste un’antica leggenda indiana sulla nascita del tè, che narra di un principe di nome Dharma, che giurò di non dormire mai più nella sua vita, per purificarsi da un’esistenza dissoluta. Dopo tanti sforzi, sulle montagne dell’Himalaya, il principe si fece vincere dal sonno e, disperato, si tagliò le palpebre per non addormentarsi nuovamente, seppellendole sotto terra. Dalla terra, nacque la pianta del tè, grazie anche alle sue lacrime, da cui Dharma ricavò un infuso,  che bevuto, gli tolse la stanchezza e lo aiutò a raggiungere la contemplazione tanto desiderata.









Il tè è stato scoperto intorno al 2700 a.C e coltivato in Cina nel 350 d.C. I documenti storici riportano che in Cina la cerimonia del tè risale all’anno 800 d.C, mentre in Corea fu impiegata nei riti ancestrali intorno al 661, nel paese dell’equilibrio il tè inizialmente fu utilizzato durante le cerimonie buddhiste, per essere, in seguito, adottato anche dal Confucianesimo, nonché dal Taoismo.  Gli antichi adepti del Buddhismo credevano che il tè avesse effetti stimolanti ed aiutasse a raggiungere gli dei e gli antenati con lo spirito. In seguito gli studiosi del Confucianesimo, nell’epoca Joseon, diedero importanza a questa bevanda per due motivi:



  • Come offerta agli antenati, durante i riti ad essi dedicati,
  • Come bevanda rituale adatta alla meditazione e al rilassamento della mente,







L’origine della cerimonia coreana più conosciuta, la gyubang darye, è databile nell’era Joseon più antica, nel periodo nel quale il Confucianesimo raggiunse la sua massima influenza nel regno. Uno degli aspetti negativi del Confucianesimo è da rinvenirsi nella creazione di un modello di società patriarcale, nel quale la donna aveva poco spazio, conseguenza logica era che le donne dovessero passare molto tempo in casa e, tra i pochi svaghi che avevano, c’era il gustare una tazza di tè con gli ospiti. La gyubang darye è poco conosciuta rispetto alla cerimonia giapponese perché durante il colonialismo si è diffusa maggiormente la seconda, un grosso danno culturale. Oggi, detta cerimonia, è considerata bene culturale immateriale. Ogni Paese ha un diverso cerimoniale perché esalta della bevanda una differente proprietà: la Cina enfatizza l’aroma, il Giappone il colore, la Corea il sapore.





Aspetti della cerimonia:



  • A servire il tè nell’antichità, ma anche oggi, erano le padrone di casa: madre e figlia,
  • Il tè va accompagnato da dei dolci che costituiscono il dessert,
  • La bevanda va gustata prima del dessert, come primo sorso, per assaporarne l’aroma,
  • Il dessert non deve essere molto dolce, generalmente è costituito da dolci fatti di semi di sesamo, castagne e miele,
  • L’ultima goccia del tè, che è la più saporita e culturalmente importante, va servita all’ospite.
  • L’ultima goccia del tè era talmente preziosa, perciò spettava all’ospite, che veniva chiamata goccia di giada.






Tipologie di tè coreano







Il tè coreano può essere diviso in tre categorie, secondo una classificazione che si basa sul tempo del raccolto:


  • La prima tipologia di tè si chiama U-jeon (우전) ed è costituita dai giovani germogli che spuntano il 21 aprile, essendo germogli, la bevanda che ne risulta avrà gusto e profumo più delicati,
  • La seconda tipologia di tè si chiama Se-jak (세작), dalle foglie più larghe, che spunta 14 giorni dopo il primo raccolto,
  • La terza tipologia di tè si chiama Jung-jak (중작), viene raccolta 14 giorni dopo il secondo raccolto,


Tutte le altre specie di tè, che vengono raccolte ad intervallo, prendono il nome di Dae-jak (대작), utilizzato per il comune tè verde, una bevanda dal gusto deciso e meno delicato rispetto ai primi tre raccolti,

 
Preparazione del tè





Ogni provincia in Corea del sud ha un proprio metodo per la preparazione del tè, ma esiste una procedura base che li accomuna tutti.



Gli strumenti importanti per fare il tè sono:


  • Teiera,
  • Tazze,
  • Ciotola da raffreddamento, ma non è una necessità,
  • Tazza unica con fori interni per filtrare la bustina,



L’occorrente per preparare il tè deve essere posizionato, se si vuole rispettare l’etichetta da cerimonia, su di un tavolino basso chiamato Gyo-ja-sang (교자상), anche per la posizione degli oggetti necessari a preparare il tè i Coreani sono piuttosto precisi, ogni provincia e scuola di pensiero, poi, adotta un proprio stile. Tuttavia, esiste una regola generale:



  • La teiera va posta sul lato destro del tavolo, all’estremità, vicino alla persona che deve preparare la bevanda,
  • La ciotola per raffreddare l’acqua bollente deve essere posizionata davanti alla teiera,
  • La ciotolina che contiene il tè  va posta al centro, ma verso l’esterno rispetto a chi deve servire,
  • Le tazze per il tè vanno posizionate a sinistra verso chi serve, solitamente sono rivolte verso il basso,
  • Un piccolo cucchiaio e un piccolo mestolo, sono posizionati  tra la teiera e la ciotola per il raffreddamento,
  • A destra del tavolino, si trovano un bollitore con acqua bollente oppure un termos,
  • Prima della cerimonia, il tavolino con il corredo della teiera x°D, va coperto completamente con un panno (come mostrato nella gif sopra).



In alcuni casi vicino al termos e al bollitore viene posizionata una ciotola per versare l’acqua reflua (Le acque reflue o di scarico sono tutte quelle acque la cui qualità è stata pregiudicata dall'azione antropica dopo il loro utilizzo in attività domestiche), e gettare le foglie di tè usate.






Come deve essere preparato il te





La preparazione del tè nella cerimonia coreana deve seguire un ritmo lento e cadenzato:

Come primo passo viene rimosso il telo che ricopre il Gyo-ja-sang con delicatezza,

Il secondo passo consiste nel rimuovere, con la mano destra, il  coperchio del contenitore del tè, che va poggiato sul tavolino anteriormente alla ciotola, e il coperchio della teiera,

Il terzo passo esige che il contenitore del tè sia preso con la mano sinistra , per preparare le porzioni della bevanda, e con la mano destra si usa il cucchiaino per prendere la giusta quantità di tè da posizionare nella teiera, Il contenitore del tè viene rimesso a posto e chiuso con il coperchio,

Come quarto passo l’acqua calda viene versata dal bollitore nella ciotola di raffreddamento, dove deve restare per raffreddarsi per circa 2 minuti. La ciotola, contenente l’acqua raffreddata, deve essere presa con due mani  in modo che l’acqua venga versata nella teiera,

Nell’ultimo passo la teiera viene chiusa con il coperchio e il tè versato nelle tazze, dopo aver bevuto la prima tazza, il rituale completo si ripete per altre due volte, le foglie del tè si devono immergere per 3 volte nella teiera,





La consumazione del tè





Così come la preparazione, è complicata anche la procedura con la quale viene servito il tè, infatti, come ho scritto sopra, le foglie del te devono essere intinte nell’acqua per 3 volte, chi beve deve sorseggiare 1/3 della prima tazza per poi bere nuovamente il tè, ai successivi giri, quando le foglie vengono intinte nella teiera altre due volte,

Chi beve il tè è seduto di fronte a chi serve la bevanda, a gambe incrociate oppure inginocchiato,

Dopo che il tè viene versato nelle tazze, l’ospite con la mano destra ne prende una e con la sinistra sorregge il fondo della tazza, in seguito, la porta alla bocca per sorseggiare, anche la posizione dei gomiti è importante, devono essere leggermente sporgenti,

Prima di bere il tè bisogna assaporarne la fragranza, avvicinando la tazza alle narici e inalando il delicato aroma,

Dopo il primo sorso, prima di ingoiare la bevanda, è uso assaporarla con calma per qualche istante, trattenendola in bocca,

Dopo la prima bevuta, la tazza va portata sul ventre, una zona, quella dell’ombelico, che costituisce un punto di energia, il bevitore si ferma un attimo, respira profondamente e si rilassa,

Il secondo e il terzo sorso, richiedono lo stesso rituale di meditazione, ma la tazza pian piano si sposta più in alto, al centro del tronco e poi nella parte superiore del petto, importantissima è la respirazione,








Nel paese del Sol Levante








La cerimonia giapponese del tè si chiama chanoyu, anche conosciuta come “Via del tè” , chado o sado. Quando si ha l’occasione di bere il tè in una struttura tipica, i visitatori si radunano in una sala d’aspetto, dove viene loro consegnata  una tazza di acqua calda che sarà utilizzata per la preparazione del tè.


Prima di partecipare alla cerimonia è importante che gli invitati si lavino bene le mani e le labbra, per purificarsi. Successivamente, entreranno nella sala del tè attraverso una porta stretta, che serve per ricordare che sono tutti uguali. Entrati nella sala da tè i visitatori si inginocchiano sul tatami (un tappetino rosso). Dopo i convenzionali saluti, l’ospite aggiunge del carbone al fuoco e serve un semplice pasto di cibo stagionale, l’essenziale per spezzare la fame.


Il contenitore del tè, il cucchiaio, la ciotola, sono puliti in nome di una simbolica purificazione, attraverso dei movimenti ritmici che pongono il visitatore in uno stato di calma. Successivamente, il tè viene mescolato con un frustino di bambù, dopo essere stato triturato con il cucchiao, in quanto esistono due tipologie di bevanda: il koicha, tè dal tipo liscio; l’usucha che viene “sbattuto” per renderlo schiumoso.


Chi beve il tè, lo fa tenendo la ciotola con il palmo della mano sinistra e reggendola con la mano destra. Aspetti particolari della cerimonia sono legati al rispetto verso chi ti sta vicino, infatti, ci si inchina al compagno di bevuta, ma importante, è la pulizia della tazza nel punto in cui si è sorseggiato, in segno di purificazione, anche perché i visitatori bevono dalla stessa tazza =_=, in segno di condivisione.




Utensili giapponesi per il tè:








1. Chi serve il tè lo sbatte o mescola in una ciotola con l’acqua calda, a seconda della densità che si desidera per la bevanda,

2. Da sinistra verso destra, il panno di lino usato per pulire gli utensili per il te, il cucchiaio utilizzato per triturare le foglie, e il piccolo sbattitore di bambù,

3.  Per il koicha il contenitore della polvere del tè è in ceramica, per l’ usucha è in legno laccatto,

4. Il mizusashi o vasetto dell’acqua, contiene l’acqua fresca per riempire il bollitore,

5. Il carbone per il fuoco,

6. L’haiire contiene la cenere umida  da aggiungere al fuoco, aiuta il fuoco a crescere,

7. Il bollitore o kama, posizionato sopra il fuoco,

8. Il mestolo di bambù, utilizzato per versare l’acqua fresca nella ciotola del tè,

9. L’acqua usata per riscaldare la ciotola del tè, è  versata in un contenitore per l’acqua reflua, chiamato kensui.







Fonti:

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Libro: Tè. Storia, miti e scienza. Salute, bellezza e cucina. Ricette, segreti e sfizi
 Di Olidea,Nessia Laniado

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