domenica 25 ottobre 2015

Cultura filippina






La cultura filippina è particolarmente complessa, ciò deriva dall'interazione che il territorio ha avuto con le popolazioni più disparate,che vanno dall'Oriente all'Occidente. Se paragonassimo il Paese ad un quadro,  potremmo vederlo dipinto da colori provenienti dalla Cina, dall'India, dalla Spagna e oltre. La lingua filippina, ad esempio, conosciuta come Tagalog, soprattutto diffusa grazie alla moderna cinematografia, risulta essere una mescolanza di lingua locale con termini spagnoli e inglesi. 





La benedizione dell'anziano





Nonostante il contatto con la popolazione occidentale, nella cultura filippina sono riscontrabili i tipici gesti ed usi che sono rinvenibili solo nelle usanze orientali, soprattutto quelli legati al rispetto per gli anziani. 


Il Mano Po rappresenta un saluto,  che il bambino, o il giovane, fa nei confronti dell'anziano per avere la sua benedizione: Il ragazzo, con la mano destra, prende  quella corrispondente del più vecchio e ne poggia delicatamente il dorso sulla propria fronte, questo gesto rappresenta una benedizione. 


Senso di unità

Nella cultura filippina, risulta essere molto importante il senso della famiglia, la popolazione locale usa riunirsi durante importanti feste come il Natale o il Capodanno, ogni ramificazione della famiglia diventa un unico nucleo, soprattutto quando sono ancora in vita gli anziani.





L'atteggiamento di sostegno reciproco della popolazione filippina si può sintetizzare nel termine Bayanihan, dove bayan significa Paese, Nazione o comunità, mentre,  "Bayanihan" vuol dire letteralmente essere un bayan. Benevolenza verso il prossimo, che sia un parente, o un semplice vicino di casa,  dimostrata in casi particolari nei quali è necessario spostare delle abitazioni, e tutti i componenti di un villaggio danno una mano alla famiglia che ha bisogno di aiuto, trasportando la struttura in un'altra posizione.


A casa con mammà

Per la cultura filippina è del tutto normale che i figli restino a casa dei genitori fino a quando non si sposano, non importa se già lavorano, o se abbiano terminato il percorso di studi,ciò  deriva proprio dall'unità famigliare  che contraddistingue questa popolazione.



Una canzone d'amore


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La forma di corteggiamento più antica, conosciuta nelle Filippine, è  quella della serenata, chiamata Harana,  cantando vicino alla casa della sua bella, il giovane dimostra la serietà delle sue intenzioni,  il  pretendente è accompagnato da alcuni amici, il passo successivo è rappresentato dall' entrare nella casa dell'amata, la coppia sarà controllata a distanza di sicurezza dai genitori di lei.




Etichetta a tavola


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La popolazione europea,  o comunque occidentale, consuma, di media, tre pasti al giorno, invece la popolazione filippina usa avere sei momenti della giornata nei quali degustare del cibo, tra questi sei momenti, ci sono i tipici colazione, pranzo e cena; intervallati dalla consumazione di snack vari, compreso un vero e proprio spuntino prima di andare a dormire.


I Filippini mangiano, almeno secondo l'usanza classica, utilizzando sia la forchetta che il cucchiaio. La forchetta va tenuta nella mano sinistra e il cucchiaio nella mano destra, la presenza di entrambe le posate è importante poiché la forchetta serve per spingere e mantenere fermo il cibo all'interno del cucchiaio, particolarmente utile quando si mangia il riso, alimento base della  cucina filippina.

I  Filippini usano mangiare anche con le mani e per loro questo è un modo di assaporare il cibo  con una maggiore soddisfazione, mangiare con le mani è  tipico di molte popolazioni orientali,  e risulta particolarmente indicato quando si degustano bocconi di cibo appiccicoso.

Il pasto si prende con  tutte le dita della mano e con il pollice si spinge all'interno della bocca, il mangiare con le mani corrisponde alla parola Kamayan.


Piatti tipici filippini di influenza spagnola e asiatica:


  • afritada,  
  • asado, 
  • chorizo, 
  • empanadas,
  • mani (arachidi tostate),
  • pan de sal,
  • grigliata di pesce,
  • sisig,
  • frittata,
  • kare kare ( coda di bue in umido)
  • pinakbet (stufato di verdure)




La tipica casa filippina



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La tipica casa filippina si chiama bahay kubo, o nipa hut, costituisce una tipologia di costruzione che viene datata come preispanica.



Antonio Pigafetta, un navigatore, geografo e scrittore italiano, nel 1521, descrive le case tipiche delle Filippine, definendole come costruzioni fatte di legno e bambù, che si ergono su delle palafitte. Continua il navigatore, affermando che la popolazione locale vive in stanze definite come le nostre (occidentali), mentre sotto le palafitte alleva il bestiame. Il tetto di queste case, generalmente, è fatto di paglia e bambù.



la struttura delle case tipiche Filippine ha subito una modifica con l'influsso della cultura ispanica, infatti, la casa successiva, tipica delle filippine, non è stata più costituita soltanto da legno e bambù, ma anche da una struttura muraria, ed ha cambiato il nome da bahay kubo a bahay na bato,  che significa letteralmente "casa di pietra", presente fino alla seconda guerra mondiale



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