mercoledì 13 agosto 2014

Taj Mahal: amore leggendario

Una lacrima di marmo ferma sulla guancia del tempo 
                                                 
                                                                                                                          (Rabindranath Tagore)





 Se il colpevole dovesse cercare asilo qui,
Graziato dal perdono, sarebbe libero da colpe.

Se un peccatore arrivasse in questo luogo,
Tutti i suoi peccati sarebbero lavati via.

La vista di questo palazzo genera lacrime di dolore;
E il sole e la luna piangono.

Questo edificio è stato costruito in questa terra;
per mostrare la grandezza del Creatore.
                                                                                         (Shah Jahan)





Shah Jahan



Il Taj Mahal fu costruito nel 1631, rappresenta il frutto di un grande dolore. È stato commissionato dall’imperatore  Shah Jahan,  durante l’Impero  Mughal, per celebrare la sua sofferenza a seguito della morte dell' amata sposa, che diede alla luce il suo 14° figlio. Si dice che il nome del palazzo sia riferito proprio alla sposa dell'Imperatore Mumtaz Mahal.





Mumtaz Mahal "la luce del palazzo"



Il Palazzo è una struttura marmorea formata da:

  • Plinto (base su cui si erge la struttura);
  • Mausoleo ;
  • Minareti : in arabo manār, lett. "faro", è la torre, presente in quasi tutte le moschee, dalla quale il muezzin (muʾadhdhin) cinque volte al giorno chiama alla preghiera i devoti di Allāh;
  • Moschea e jawab (casa degli ospiti);
  • portale di ingresso.








La storia di questo bellissimo Monumento all’Amore è altrettanto triste quanto quella del suo re. È stato “abbandonato” subito dopo la costruzione, quando il figlio di  Shah Jahan, spodestò il padre e cambiò la capitale da Agra a Delhi. Alla mercé  dei predatori di tombe è stato privato di molti tesori. Il governo inglese (in epoca coloniale) non ha tenuto in considerazione questo capolavoro fino al 1908 grazie all’intervento del viceré dell’India, George Nathaniel Curzon, che ne ordinò il restauro.






Nel 2005 il regista Akbar Khan, dirige un film ispirato a questa eterna storia d’amore, dove Kabir Bedi interpreta il ruolo del’imperatore ormai anziano e distrutto dal dolore. Ne esiste già una versione del 1963.





Shah Jahan  era conosciuto come il principe  Khurram (Zulfikar Sayed). Figlio prediletto del re Jahangir e destinato a diventare il re dell’India. Khurram è l’obiettivo della moglie del padre, la regina Noor Jahan, che vuole farlo sposare a sua figlia Ladli Begum.






Un giorno il principe, appassionato di caccia, incontra la bellissima Arjumand nella giungla, e se ne innamora a prima vista. La donna è la figlia del fratello della matrigna di Khurram, quando i due giovani riescono a dichiarare il loro amore reciproco generano il malcontento di Ladli Begum.








Noor Jahan, per curare gli interessi della figlia, mette suo marito contro il figlio. Arjumand per non causare problemi al suo amato si fa indietro e convince Khurram a sposare una principessa iraniana scelta dal padre. Alla morte di quest’ultimo, Khurram diventa re con il titolo  di  Shah Jahan mentre la sua sposa, Arjumand, diverrà Mumtaz Mahal.







La felicità tra i due sposi dura poco perché Arjumand , che segue il marito in battaglia, muore dando alla luce il loro bambino. L’imperatore decide di esaudire il sogno della sua amata costruendo un mausoleo che ricordasse al mondo il loro amore.






Il povero re potrà solo vedere i suoi figli lottare tra loro per la brama di potere, dopo la morte sarà deposto accanto alla sua amata.





Cenotafi: Tombe dei sovrani.
La tomba della regina si trova al centro ella costruzione rispetto a quella del suo sposo.



Piccola curiosità: Il Mausoleo è una delle 7 meraviglie del mondo antico, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco.  I lavori di costruzione sono durati 22 anni. I giardini che circondano il palazzo simboleggiano il paradiso secondo le credenze islamiche. 





@fonti storiche: wikipedia italiana e inglese.

0 commenti:

Posta un commento