domenica 1 novembre 2015

I morti loro: funerali coreani e matrimoni ...





In Corea del sud i funerali sono molto complessi,  rispecchiano sia la spiritualità di questo popolo, che la praticità che lo contraddistingue.










I funerali tradizionali durano 3 giorni, la salma viene prima posta in posizione diritta e, in seguito , coperta da un lenzuolo. Il momento in cui vi è una partecipazione del visitatore inizia quando il corpo viene posto dietro un  divisorio e, dall'altra parte,  allestito un tavolo, una sorta di altarino, dove si trova la foto del defunto insieme all'incenso. Il passo successivo è l'annuncio ufficiale della morte della persona, indicato anche da un segno appeso sulla porta della casa del defunto.






Il figlio maggiore del defunto assume il ruolo di maestro di cerimonia, che in lingua coreana si dice sangju. Secondo la tradizione, il sangju indossa un vestito ed un cappello di canapa, stessa cosa fanno i parenti, ma oggi questo non accade più e, chi officia i funerali, ha un completo moderno e solo il cappello in canapa, un altro segno di lutto che non coinvolge più la famiglia è  il nastro nero legato al braccio, cosa che tocca solo al sangju.


Il secondo giorno il corpo viene pulito, vestito e posto in una bara, sempre collocato dietro il divisorio con l'altarino e, sulla foto, viene posto un nastro nero. Il maestro di cerimonia siede accanto al tavolo su di una scomoda stuoia, posizione che serve a permettere, con un piccolo sacrificio,  all'erede di soffrire,  una sorta di espiazione per il sereno trapasso del genitore. I visitatori, vestiti di nero, accendono un bastoncino d'incenso e si inchinano, mentre il sangju, rappresentando un peccatore, dovrebbe restare in silenzio per tutto il tempo, ma oggi, invece, dice qualche parola ai visitatori, che, in seguito, vanno via.



Il terzo giorno è quello nel quale la bara deve raggiungere la sua sepoltura, prima si svolge una sorte di cerimonia, durante la quale viene raccontata la vita del defunto, che viene elogiato ed in suo onore bruciato l'incenso.


Un tempo il sangju, insieme ad altri parenti, trasportava la bara fino al luogo di sepoltura, oggi vengono ingaggiate imprese di pompe funebri. I Coreani che se lo possono permettere hanno dei terreni destinati ad ospitare il sonno di parenti presenti e futuri. Giunta la bara nella zona di sepoltura, il maestro di cerimonie getta tre pugni di terra sulla stessa, che viene definitivamente coperta, sul lato destro  è posta una piccola pietra sulla quale è scritto il nome del defunto, la lapide si trova di fronte alla tomba, il tutto si chiude con una piccola cerimonia. Il funerale finisce ufficialmente dopo 100 giorni, momento nel quale avverrà una cerimonia commemorativa e il Sangju potrà togliersi la fascia nera funebre, .


La famosa busta


Una nota non proprio elegante della cultura coreana è quella della famosa bustarella di soldi, in Italia conosciuta molto dai politici, che ha il senso di permettere alla famiglia del defunto di pagare parte delle spese del funerale tradizionale. I soldi vengono inseriti in una busta, dove è apposta la scritta cinese 謹弔 che significa "mi dispiace per la perdita" , lasciata dai visitatori, il secondo giorno, in una scatola, prima di andare via.




La cremazione

Per la parte della popolazione coreana che non è  cattolica, le cose vanno diversamente, in quanto è preferita la cremazione.





Un aspetto piuttosto macabro della cremazione è l'usanza moderna di utilizzare le ceneri dei defunti per realizzare delle perle, destinate a diventare "gioielli di famiglia". Una delle aziende più famose che si occupa di creare le perle si chiama Bonhyang.






Le ceneri non diventano perle nella maggioranza dei casi, ma vengono gettate nel mare, o in un fiume. L'usanza più comune e logica, è quella di custodire le ceneri in urne, l'urna può  essere acquistata prima della cremazione, oppure in seguito, questo vuol dire che le ceneri saranno conservate in un contenitore provvisorio.










La scelta della cremazione non  è stata facile in Corea del sud, perché il Confucianesimo imperante la vietava, praticata, invece, dal buddismo. Oggi è  consigliata soprattutto per motivi di spazio, anche se l'esistenza del Colombario, dove vengono ospitate le urne, essendo una costruzione, non risolve il problema.




La sposa cadavere






Macabro e bislacco è in Corea del sud e in altri Paesi, il matrimonio tra morti, o tra un  vivo e un'anima di un defunto. Conosciuto per via di alcuni rappresentanti della "Chiesa dell'unificazione", che lo misero in atto, non costituisce un vincolo giuridico. Una semplice spiegazione è quella che chi è  sposato viene accolto con più  favore nel regno dei cieli, oppure si vuole garantire una compagnia al proprio figliolo .




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