venerdì 13 novembre 2015

La bellezza giapponese




Ogni civiltà, per quanto riguarda la poesia e l'estetica (ricerca che ha per oggetto il bello dell'arte), ha avuto la sua età dell'oro,  per il Giappone, detto periodo storico è stato quello Henian.







Due definizioni rappresentano pienamente ciò che ho scritto:


Miyabi 雅 :  parola che significa raffinatezza, proporzione ed eleganza, termini antitetici a tutto ciò che è  volgare, sproporzionato o assurdo.

Mono no aware物の哀れ: la capacità di commuoversi e meravigliarsi di fronte alla bellezza della natura, una sorta di malinconia poetica.



Concetti cardine dell'arte, che descrivono un universo fatto di bellezza e poesia, una terra fluttuante tra i sogni. In quel paradiso, la donna, musa o poetessa, aveva queste fattezze:



  • Pelle chiarissima,
  • Viso tondo,
  • Sopracciglia diritte,
  • Naso piccolo,
  • Bocca piccola e carnosa,

La pelle bianca è un ideale estetico tipico del cultura orientale, in un mio articolo, scrivendo sul concetto di bellezza coreana, ho evidenziato come alcuni attori si sottopongano a trattamenti ad effetto sbiancante per corrispondere a questo standard.





Il Giappone non è  da meno, soprattutto con riferimento alla donna dalla pelle di luna, esiste un luogo che, a detta della tradizione, è la culla di grandi bellezze : la prefettura di Akita.  Il termine Akita Bijin 秋田美人 , infatti, indica la bellissima donna originaria di quel luogo; il candore della pelle delle dame in quella zona del Giappone, un tempo, era attribuito al clima è alla natura, nonché ai prodotti locali particolarmente buoni, ma la spiegazione data dagli studiosi è semplice: il clima rigido che impedisce alla popolazione di colorirsi.


La donna perfetta del periodo Henian era incarnata dalla poetessa Ono no Komachi 小 野小町, nata proprio nella prefettura di Akita, che prestò  i propri servigi alla corte imperiale di Heian-kyō 平安京, moderna Kyoto. Questa grande artista, non era bella per una semplice questione estetica, ma perché la magia dell'arte la rese una dea immortale, una donna che ebbe vari amanti, cosa del tutto normale durante l'epoca Heian, il suo amore noto fu Fukakusa no Shosho 深草少将.


Ora è  il momento
Pensi di lasciarmi
Sto invecchiando
Anche le tue promesse
Sono foglie dai colori cangianti

Sola e triste,
sono l'erba galleggiante
tagliata alla radice:
la corrente più forte
mi trascina con sé

Il colore dei fiori
ahimé, è svanito,
mentre senza scopo
ho contemplato
il mio passaggio nel mondo


La sua permanenza alla corte imperiale terminò all'età di 35 anni per perdersi nella leggenda.



Il moderno canone di bellezza






Un blogger straniero ha scritto che nella società nipponica il naso pronunciato, oggi, è visto come bello,, specie se a ponte. Considerando che tra la popolazione giapponese il naso è piuttosto piccolo, quello più “evidente” è un segno di diversificazione e fascino.

Il volto, secondo i canoni di bellezza nipponici, più minuto e “sottile” si presenta, e maggiore è la sua bellezza. Ideale immutato nei secoli, come ho scritto sopra


Come in Corea del sud, anche in Giappone esiste la fissazione per l’effetto “occhio a palla”, che induce i giovani a ricorrere a strumenti di bellezza o alla chirurgia plastica. In giapponese l’effetto doppia palpebra si dice “Futae (二重ふたえ) or Futae Mabuta (二重まぶたふたえまぶた)” .



Per quanto riguarda il resto del corpo, la donna giapponese, nel suo Paese, è considerata bella quando ha  ぼんきゅぼん (Bon Kyu Bon), cioè vita sottile e fianchi morbidi, senza dimenticare delle belle gambe lunghe.



crediti: .tofugu , .thejapanguy

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