domenica 24 gennaio 2016

Taiwan: un'avventura all'italiana 1° parte





L’Asia è la meta ideale per gli amanti dell’Oriente, da quando ho aperto il blog mi sono sempre imbattuta, forse perché ne cercavo le esperienze, in viaggiatori occidentali che hanno scelto come destinazioni del proprio viaggio la Corea del sud o il Giappone. Nonostante siano bellissime, non esistono solo queste due terre, nel taccuino di viaggio bisogna segnare anche la Cina e le terre vicine.



Wish To See You Again

In questo articolo vi parlerò dell’esperienza vissuta da una ragazza italiana, che, tra il 2010 e il 2011, ha soggiornato, per motivi di studio, a Taiwan, la terra dei drama. Il suo desiderio di visitare questo paradiso è nato, come per molte italiane, guardando un dorama taiwanese intitolato “Wish To See You Again”. Serie televisiva geniale, perché i set erano i luoghi più belli dell’isola dell’amore dramoso (termine usato tra i drama lovers),  tanto che l’Agenzia per il turismo, all’epoca, diede il via, per promuovere il territorio, ad un’iniziativa in base alla quale i turisti, muniti di  brochure, dovevano raccogliere quanti più stampini possibile, forniti nei luoghi, che comprovassero il proprio passaggio. È quello che ha fatto la nostra amica, insieme a due sue compagne, con una macchina noleggiata è partita, dopo aver raggiunto Taiwan, alla conquista dell’isola.


Alice





Non è stato importante questo viaggio da semplice turista come esperienza linguistica per la protagonista dell’avventura, ma ha dato la possibilità alla nostra eroina, di assaporare un gusto che , in un vicino futuro, ha voluto conoscere meglio. Questo, però, ha comportato grandi sacrifici, che hanno spinto Alice a lavorare molto per raccogliere il denaro sufficiente a tornare a Taiwan.


Come ha potuto fermarsi tanto a lungo in una terra straniera?

Questa parte dell’articolo è molto importante, rappresenta un punto di contatto con la realtà. Ogni persona che vuole affrontare un’esperienza all’estero si imbatte in cavilli pratici e legali che non può evitare. I preparativi burocratici sono diversi a seconda dell’obiettivo del viaggiatore, se ad esempio è un lavoratore , oppure una persona che ambisce solo allo studio. Alice voleva apprendere la lingua, quindi si doveva muovere di conseguenza:


  • Ha cercato una scuola che accettasse studenti non diplomati, lei ha terminato il 3° superiore,
  • Ha ottenuto la dichiarazione dell’Università scelta : la Wen hua,
  • Si è recata a Roma, al Consolato, per ottenere il visto scolastico,
  • Si parte!

L’arrivo sull’isola che c’è per Alice è stato emozionante, la cosa che mi ha colpito della sua risposta all’intervista, su questo punto, è stata il riferimento ai profumi . Ha detto di essere stata inondata da una brezza nuova, che l’ha avvolta ed accarezzata, una sensazione simile a quella che provano i bambini, quando per conoscere il mondo usano tutti e 5 i sensi, in questo caso l’olfatto. Queste nuove emozioni, che hanno arricchito di ricordi la sua memoria, l’hanno fatta sentire subito a casa.






Vita all’università



Le mie ricerche in giro per il web, con l’avido obiettivo di reperire quante più informazioni possibili sulla vita nelle università coreane, mi hanno fatto pensare molto e ad occhi sognanti, circa il fermento nei campus universitari. La vita nell’Università è stata una delle domande che ho posto ad Alice, come ho scritto sopra, lei ha studiato in una struttura chiamata Wen hua, situata a Taipei, la capitale di Taiwan.


La Wen hua aveva separato gli studenti stranieri, che volevano imparare la lingua, da quelli taiwanesi, questa è stata una nota un po’ dolente, perché  ha comportato un impatto minore con la cultura locale, ma per fortuna, prescindendo da questo, c’era l’esterno , tutto un mondo con cui interagire.


L’esperienza di studio è stata davvero importante e fruttuosa per vari motivi:


  • Sin dal primo giorno gli alunni hanno dovuto esprimersi in taiwanese,
  • Le classi non erano affollate , ma formate al massimo da 10 – 12 alunni,



Per l’insegnamento erano utilizzati computers e proiettori, alla fine di ogni sezione di studio gli alunni ottenevano una password per poter verificare il livello di competenza raggiunto, compilando test , in seguito corretti dall’insegnante. Un’area di studio molto affollata era la biblioteca, ci si poteva entrare solo con un tesserino magnetico, ma questa è una cosa comune anche in Italia. Lo spirito di Alice si riposava in una piazzetta del quartiere universitario, fulcro della vita scolastica, piena di ristorantini e pub, oltre i dormitori degli studenti stranieri, e sopratutto di persone da conoscere.





Come ti vedo …



Che cosa pensa un appassionato di cultura orientale, quando immagina di viaggiare in luoghi lontani?

La domanda più frequente è questa: chissà come potrebbe vedermi la popolazione locale; una curiosità del tutto legittima e giustificata, tenendo conto che noi Italiani, almeno chi alza lo sguardo dallo smartphone, siamo incuriositi dalle popolazioni straniere che vengono nel nostro Paese. Quando ho chiesto ad Alice come gli universitari taiwanesi vivessero la presenza degli stranieri in Patria, mi ha descritto una apertura totale nei confronti dell’extra orientale XD, l’unico vero limite è sempre uno, la lingua, chi conosceva l’inglese si sentiva più forte, accalcandosi sui compagni per fare domande, chi sapeva parlare solo il proprio idioma, fissava incuriosito da lontano. Una ragazza occidentale come Alice ha una cosa che le orientali non posseggono, gli occhi grandi,  la ben conosciuta fissa che porta molti asiatici, uomini compresi, a ricorrere alla chirurgia plastica della palpebra doppia, insomma era tempestata di complimenti per i suoi begli occhioni.


Ti interessa conoscere la giornata tipo di una straniera in terra taiwanese? Leggi la sua risposta …


“Mi svegliavo la mattina con una bella doccia, dovevo essere all'università alle 10 quindi avevo tutto il tempo del mondo. Uscivo per prendere l'autobus e proprio dietro la fermata c'era un barettino dove facevano i sandwich, la ragazza che ci lavorava sapeva che io non mangiavo panini con la carne quindi quando c'erano quelli vegetariani, appena mi vedeva correva subito fuori con un panino e il resto in mano. Ancora oggi rido. Dopo andavo all'università e finivamo lezione all'una, andavamo a mangiare e dopo in una biblioteca pubblica grandissima dove c'erano sempre un sacco di persone, uscivamo intorno alle 7. Andavamo a mangiare e dopo a seconda di quello che si voleva fare facevamo, sempre io e il mio amico coreano, stavo praticamente tutto il mio tempo con lui. All'università, a casa, in discoteca, in biblioteca, ovunque eravamo ormai inseparabili, ma questa è un'altra storia”


Nel momento in cui ho letto la descrizione della giornata tipo di una studentessa occidentale in terra straniera, è stato come entrare nella sua dimensione, mi vedevo insieme a lei alla fermata dell’autobus, aspettando la cameriera che mi corre incontro con il panino vegetariano. Se hai letto bene la risposta di Alice, avrai notato che ha menzionato un amico del cuore coreano, è normale che un asiatico vada in un’altra zona del territorio per imparare una nuova lingua, è come se un italiano volesse imparare lo spagnolo o l’inglese, non cambia nulla.  Dai racconti della Gulliver italiana, è trapelato che, come si pensa per via dei dorama, il ragazzo era molto gentile e premuroso, tipo che nell’autobus cercava di evitare all’amica di essere urtata da uomini vari. L’amicizia è un dono importante in qualsiasi parte del mondo ci si trovi.




Vuoi sapere altre chicche dell’avventura di Alice? … leggi il prossimo articolo! 

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