domenica 11 settembre 2016

Cina: Pingyang, la guerriera ribelle

Warrior princess | Into the Magic



Uno dei momenti storici più difficili che l’antica Cina abbia mai affrontato è stato il periodo nel quale regnava la dinastia Sui ( 589-618 d.C), l’imperatore Wen ( 541 – 604 ), il fondatore della dinastia, fu un buon sovrano, che riuscì a riunificare una Cina divisa da secoli, ma Yang ( 596 – 618 ), il successore, è stato un vero tiranno, infatti era odiatissimo dal popolo, talmente malvagio da salire al trono, dopo aver avvelenato il padre.






Yang  è passato alla storia non per aver condotto imprese eroiche, ma per avere sacrificato il suo popolo, soprattutto i contadini, per due grandi progetti, la costruzione del “Grande Canale” e la ricostruzione della “Grande muraglia”, a causa dei quali morirono 6 milioni di persone.





Chi  sconfisse il tiranno?

Tra le truppe cinesi c’era un grande generale, Li Yuan, che aveva 3 figlie, la minore ventenne, Pingyang, sposata con Cai Shao, è stato l’angelo ribelle che ha liberato la Cina. Tutto ha avuto inizio quando, l’imperatore Yang, invidioso e timoroso verso il padre della fanciulla, ordinò la sua esecuzione, ma il fiero soldato, come risposta, si ribellò al suo sovrano.






Il generale dovette andar via dalla capitale dell’Impero per motivi di sicurezza, mentre la figlia, insieme al consorte, era ancora lì, ma, entrambi, compresero che era arrivato il momento di fuggire, decisero di separarsi per breve tempo, perché come coppia avrebbero attirato troppo l’attenzione. Così, la guerriera cinese, inizio il suo viaggio da sola, verso la regione dove si trovava la sua tenuta. Arrivata a destinazione si rese conto che la sua gente stava soffrendo a causa della siccità, decise, pertanto, di condividere le riserve di famiglia, arruolando, così, centinaia di ribelli al suo seguito.





Da quel momento Pingyang, si impegnò per organizzare una grande mobilitazione di massa, arruolando sempre nuovi ribelli, facendo leva sui capi dei gruppi che la seguivano con 3 differenti strategie alternative:


  •    Convinceva il leader che avrebbe avuto, dopo la sconfitta dell’imperatoire Yang, un ruolo importante nell’esercito ricostituito;
  •          Se non funzionava offriva del denaro;
  •      Nella peggiore ipotesi lo sconfiggeva, offrendo ai sopravvissuti una sola scelta: unirsi a lei o morire;

Grazie ad una potente armata, la donna coraggiosa, conquistò, villaggio dopo villaggio, senza distruggerli, comportamento diverso da quello dalle truppe del re, che non facevano altro che depredare e violentare le donne. I Cinesi la preferivano a tal punto all’imperatore, da sperare di essere invasi dal suo esercito, visto che portava anche provviste. Quando gli uomini fedeli a Pingyang raggiunsero il numero di 70.000, la fanciulla si riunì al marito ed insieme decisero di avanzare contro le truppe dell’imperatore.








La morte di un infame

L’imperatore Yang, quando si accorse che, ormai, era spacciato, fuggì senza vergogna, ma trovò la morte per mano dei suoi stessi uomini.l



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