sabato 3 settembre 2016

Giappone: la storia delle miko


common wikimedia


Nella storia asiatica, la donna ha sempre giocato un ruolo importante nella religione e nelle arti magiche, una figura famosa in Giappone è quella della Miko, parola che comprende: sacerdotesse,  sciamane, indovine e maghe, ma, soprattutto, donne che prestano servizio all'interno di un tempio.






Meiji-jingu Miko Shop


Da cosa derivi il termine Miko non è sicuro, un primo riferimento nella letteratura orientale, un scritto cinese che si riferisce al Giappone, riporta la parola " Himiko", descrivendo una donna di un certo lignaggio, che sapeva predire il futuro e interagire con gli spiriti, usando l'estasi.



Visit to a shrine on New Year's Day


Secondo la lingua cinese Miko significava, questa è una delle varie teorie, "figlia di dio", ma "chi è posseduto da un dio" è stata l'interpretazione accreditata. Il kanji giapponese, invece, simboleggia una connessione tra cielo e terra, la Miko è una tramite, che aveva originariamente  come intermediari due figure danzanti, che offrivano sacrifici agli dei.



Miko, or shrine maidens. Nara.


Classificazione delle Miko

Le Miko si possono distinguere in due tipologie: assegnate al tempio e non assegnate al tempio. Le prime vengono indicate con il termine Kanagi Kei no Miko, mentre le non addette al tempio sono le Kuchiyose Kei no miko, secondo gli studiosi, ancora, le addette sono definite come "figlie di dio" e le seconde semplicemente medium (non tradotto dall'inglese).

Altre classificazioni si basano sugli aspetti più disparati, ad esempio, se le miko usavano oppure no le bambole nei rituali, se vivevano in piccoli centri abitati o grandi agglomerati, che eseguissero le mansioni per un tempio preciso, o fossero erranti. In generale, però, le funzioni delle miko erano le stesse.




Constants Are Changing


Le funzioni delle miko (classificazione generica)


Le pratiche spirituali delle miko sommariamente possono dividersi in questa classificazione:


  1. Takusen: divinazione che usa il metodo dell'estasi;
  2. Uranai: l'arte divinatoria che consiste nello scagliare frecce e bruciare ossa di cervo o gusci di tartaruga. Si veneravano, un tempo, degli dei particolari per le arti divinatorie, che erano chiamati bokusen, la loro esistenza sottolineava che le pratiche divinatorie non avevano carattere magico, ma dipendevano dalle divinità;
  3. Yutate: il rito della purificazione dell'acqua, attraverso il quale venivano banditi i demoni, anche se non faceva parte della divinazione,  le miko entravano in estasi;
  4. Kagura: sacra danza degli dei;
  5. Toya: le guardiane del tempio, le kannushi, la praticavano;
  6. Yorimashi;
  7. Kuchiyose

Le miko sono delle figure che, in maniera altruista, operano per il bene della società. Le funzioni elencate sopra, tranne la kuchiyose, erano esercitate durante le manifestazioni pubbliche come i festival.





Miko e sciamane

Le miko devono essere considerate delle sciamane?

Le miko sono qualcosa di più delle sciamane, secondo gli storici vanno considerate come dei veri e propri funzionari, religiosi,  che non praticano sempre l'estasi, la quale, al contrario, è un elemento essenziale dello sciamanesimo.

1 commenti:

  1. Ricordo una scena particolare del film "Rashomon" di Akira Kurosawa, in cui era coinvolta una Miko: la donna, chiamata a testimoniare durante un processo per omicidio, era usata come il mezzo attraverso cui il defunto, l'uomo che era stato assassinato, poteva personalmente offrire la sua versione della storia. Un'immagine inusuale, perché per il maestro Kurosawa neanche i morti sono esimi dal dire menzogne. Una figura, quella della Miko, su cui vale certamente la pena di indagare :)

    RispondiElimina