martedì 15 novembre 2016

Sweet Surrender




Oggi vi presento Sweet Surrender, un romanzo di un’autrice che scrive per la piattaforma wattpad, il suo nik è Angie8177, testo appartenente alla narrativa storica. Non avevo mai letto, non lo nego, opere presenti su wattpad, nonostante da tempo avessi attivato un account, non saprei neanche dire il perché. In questo periodo, però, ho deciso di rispolverare, ma sarebbe meglio dire rafforzare, il mio inglese e, non avendo testi in detta lingua da leggere, ho pensato che fosse arrivato il momento di utilizzare il mio account, soprattutto perché il materiale lì è gratuito. Cercando tra le trame delle storie scritte dagli autori in erba, mi sono soffermata su “Sweet Surrender”, premetto che è un romanzo d’amore con contenuti forse non adatti ad un pubblico under  18, non perché sia volgare, ma la scrittrice non ha avuto timore a dare sfogo alla sua fantasia passionale, però avvisa a caratteri cubitali quando i capitoli sono particolarmente “scottanti”, tuttavia, io sono adulta e problemi non me ne sono fatti.




Il contenuto del libro

La storia si svolge nella vecchia Inghilterra, quella che forse tutte le damigelle sognanti immaginano ancora, aspettando un Darcy, magari più ottocentesco, che bussi alla loro porta.

La protagonista della vicenda si chiama  Evangeline, una ragazzina che, all’età di 14 anni, viene strappata dal calore del focolare domestico per essere catapultata in un mondo di avversità, infatti,  il padre giocatore accanito, “la perde” letteralmente al gioco, cedendola, disperato, ad uno sbruffone di nome Reynaud, ossessionato dalla bionda fatina.


Evangeline viene portata via dagli scagnozzi di Reynaud, proprio nel momento della morte della madre, si ritrova, così, in un bordello, per volere del suo carceriere, dove la proprietaria, Claudette, forse amante del suo proprietario, decide di proteggere la ragazzina dalle grinfie del bruto, occupandosi per un po’ di lei. Le peripezie che affronta Evangeline, quando lascia quel luogo non adatto a lei, le permettono di incontrare due ragazzini ladruncoli, ma dal cuore gentile, Tonk e Poebhe. Per farla breve, perché il romanzo è abbastanza impegnativo, come Oliver Twist, Evangeline va a vivere nella povera “casa” (termine troppo generoso) dei due piccoli scugnizzi che l’hanno salvata dalla stretta velenosa di Reynaud, dove un buon adulto, padre adottivo di Poebhe (figlia di una prostituta), si “occupa” di loro.





Il destino della piccola ladra, perché  ha appreso dai suoi compagni di vita le tecniche per sopravvivere, si incrocia con quello del suo futuro amore, Adrian, quando Poebhe si ammala e, per pagarle un dottore, Evangeline decide di andare a derubare proprio la casa del nobile, appena tornato da esperienze militari. Il furbo Adrian la scova subito, chiedendole anche cosa cercasse, la cattura e decide di farle un bagno, credeva erroneamente che fosse un maschio, ma quando apprende la verità l’affida alle cure della sua domestica Rose e, così, Evangeline può dormire almeno una notte in pace.


Purtroppo il lasso di tempo durante il quale il “bocciolo di rosa” riesce a riposare dai tormenti della vita, coincide con la morte dell’amica Poebhe, Tonk, appena ha modo di ricongiungersi alla “complice”, si arrabbia con lei, credendo avesse dimenticato, circondata dal lusso, la sua missione. Galoppando attraverso le “pagine”, Adrian che voleva capire perché una fanciulla potesse condurre una vita così misera decide di recarsi a vedere dove viveva, lì trova il corpo dell’amichetta senza vita e la disperazione della “compagnia dei miracoli”, Evangeline compresa. Alla fine, toccato, si impegna, prendendosi cura sia di lei che di Tonk, riuscendo a ritrovare il padre del ragazzino, un conte che non sapeva della sua esistenza, perché i nobili genitori, contrari all’unione con la madre del ladruncolo, lo mandarono a studiare all’estero, impedendogli di conoscere la verità, questa parentesi della storia ha un lieto fine, con Tonk che, finalmente, trova la sua famiglia. Naturalmente Adrian viene a conoscenza della storia di Evangeline, ceduta dal padre come debito di gioco.


Quando l’amico della protagonista  si allontana da lei, dopo aver conquistato le sue radici, cresce il rapporto di amicizia tra la fanciulla e il suo tutore, che dalla descrizione della scrittrice viene presentato come un bellissimo uomo. Entrambi diventano inseparabili, fino a quando Adrian deve lasciare la “little sister” per l’Africa, a causa della morte del fratello e del padre.




Passa molto tempo e l’uomo torna nella sua casa come capo famiglia, con tutti gli oneri che ne conseguono, amministrazione del patrimonio e confronto con la società inglese, trascinandosi dietro un nuovo amore,  Alicia, che, almeno lontano dalla sua terra, aveva visualizzato come possibile madre di Eva o “peach”, come la chiamava lui. Adrian non aveva pensato che il trascorrere del tempo avrebbe trasformato la piccola urchin in una splendida rosa, che lui meravigliato guarda a bocca aperta al suo rientro. Come poteva dare una madre alla donna di cui finisce per innamorarsi?





Alicia, che al’inizio si mostra gentile con la “protetta” del fidanzato, quando si accorgere dell’amore nascente tra i due si pone sul piede di guerra. Per farla breve, Adrian cerca di resistere alla passione per quella che una volta era la sua piccola gioia, consapevole della responsabilità della sua posizione di tutore, lottando con la furente gelosia causata dai giovanotti che le giravano attorno durante i balli, tra i quali, soprattutto, un certo Jonathan, che maltratta quando non riesce più a contenere la rabbia. Per evitare di cedere alla tentazione arriva ad allontanare Evangeline, mandandola in una specie di collegio, prova del tutto inutile, perché irrimediabilmente i due finiscono uno tra le braccia dell’altro, convolando persino a giuste nozze.


Reynaud riappare verso la fine del romanzo, quando porta via Eva da Adrian, confessandole che la madre era una nobile francese, la bella “peach”, durante il viaggio verso la Francia, scopre di attendere un figlio dal marito, e, nonostante la crudeltà dell’uomo, Adrian, si riprende moglie e figlio incorporato. Tuttavia, il lieto fine è ancora ben lontano perché Alicia, diventata pazza, attenta alla vita di Evangeline quando, insieme al consorte, torna nella sua casa Natale, anche questo ostacolo alla felicità viene superato grazie a Caroline, uno dei personaggi dell'opera, membro della famiglia, che la colpisce a morte.


L’epilogo della storia si divide tra la nascita di Victoria e l’arrivo di un uovo fratellino …








Lo ammetto questa storia mi è piaciuta tantissimo e sarebbe bello venisse tradotta in italiano, ma nel frattempo consiglio a chi vuole provare delle emozioni forti di cimentarsi nella lettura, non se ne pentirà! Lo stile di scrittura non è per niente pesante, il filo del “discorso” nella lettura scivola così liscio, da permettere di comprendere, in quanto connessi, anche i termini che non si conoscono, senza la necessità di utilizzare un dizionario! Leggetelo!



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