domenica 18 dicembre 2016

Aine: la dea dell'amore (mitologia celtica)



Nella mitologica greca Afrodite è la divinità dell'amore, ma, ovviamente, non è l'unica bellissima immortale ad avere questo compito molto complicato, ogni civiltà antica si rivolgeva alla propria guida sentimentale per risolvere i propri problemi. Nella cultura celtica, la dea dell'amore si chiamava Aine, così come della luna .






Aine non era solo la dea dell'amore, sue sfere erano anche la luce, la fertilità, la ricchezza e il potere. Il suo culto era localizzato in Irlanda, a Limerick, dove una pietra circolare è a lei dedicata, ma la sua fama raggiunse molte altre regioni e territori. Come divinità aveva un significato più profondo per le donne irlandesi, perché la loro storia  spesso le vedeva vittime di abusi e in costante difficoltà, la presenza di Aine dava loro speranza, ricordando che "l'estate" sarebbe presto tornata.


Chi era Aine?






Il nome Aine deriva dall parola 'an' che significa luce, faceva parte del popolo fatato delle colline, conosciuto come Sidhe, anche citata come Ain Cli, Ain Cliach, Ain della luce, Aine N'Chliar e Ain Cliar . Le leggende raccontano che Aine era la figlia di Eogabail, uno dei membri del leggendario Tuatha Dé Danann (il quinto dei sei popoli che invasero e colonizzarono l'Irlanda prima dei Gaeli; wikipedia), moglie, secondo altre teorie figlia, del dio del mare Manannan Mac Lir , figura importantissima per i guerrieri irlandesi, era identificata come la regina delle fate, la dea della natura e la dama del lago. La sorella di Aine era Finnen, nome di un'erba sacra utilizzata per tenere lontano gli spiriti.

Aine insegnava agli umani, non disprezzandoli, il vero significato dell'amore, tanti mortali furono suoi amanti, con i quali visse storie splendide ed altre tormentate.


Una pericolosa bellezza





La dea Aine sapeva essere una bellissima fata da amare, oppure una vendicativa regina, come solo una donna adirata può essere, non solo, ma quando legava con la sensualità un uomo, incantandolo con le sembianze della fata dell'amore, lo conduceva di sicuro alla morte.

I devoti del culto di Aine erano consapevoli  che attirare la benevolenza della dea era la scelta migliore, infatti, solo sedersi sulla roccia che le apparteneva, la Cathair Aine, poteva essere pericoloso, portandoli alla pazzia, condanna definitiva se l'avessero fatto per 3 volte.




Aine era la dea dell'amore, ma la sua figura non poteva essere collegata con la castità o il matrimonio, perché la bellissima immortale amava godere della propria libertà sessuale senza temere giudizi o subire costrizioni, per questo motivo fu una divinità fortemente osteggiata dalla Chiesa ai suoi albori in Irlanda, certamente era un attentato alla castità dei monaci.

L'incarnazione della bellezza possedeva un anello magico che era in grado di rivelare, cioè aprire, il portale del mondo fatato, questo conferma la sua esistenza come regina delle fate..


L'incontro tra Aine e Ailill Aulom





Un'antica leggenda narra che il re di Munster, chiamato Ailill Aulom, non voleva capire il significato del vero amore, ma era mosso solo dalla brama sessuale, per questo violentò la dea Aine, che gli tagliò un orecchio, con questo sfregio lo condannò ad essere considerato un mostro, perché l'antica legge irlandese dettava che i re dovevano avere un corpo perfetto.




Questa è solo una versione della leggenda che lega la dea della luna a re Ailill Aulomm, infatti, nel Cath Maige Mucrama (Battaglia di Mag Mucrama,  antiche storie irlandesi, parte del "Ciclo dei re", una raccolta di varie leggende) è riportato che il padre di lei, Egabal, fu ucciso da Ailill, il quale, in seguito, volentò la dea. Aine per vendicarsi non si limitò a tagliargli l'orecchio, ma lo uccise, tuttavia, da quell'unione nacque Egan, che prese il posto del padre sul trono di Munster.

Una terza versione della storia vede Aine come la causa di una sanguinosa battaglia, derivata dal fatto che un re irlandese l'aveva ferita, l'uomo morì mentre lei rideva, un aspetto della dea abbastanza agghiacciante.



Il marito mortale  di Aine





Nella sfera degli immortali Aine era indicata come la moglie o la figlia del dio del mare, il suo destino, però, si incrociò con un mortale, Gerald,  il conte di Desmond. Sul loro incontro, come negli altri casi, ci sono diverse teorie:


  1. Il conte vide Aine mentre faceva il bagno in un fiume e si innamorò di lei a prima vista, rubandole il manto per costringerla, se ne avesse preteso la restituzione, a sposarlo;
  2. Il conte vide Aine che si stava lavando i capelli nel fiume ed utilizzò il suo stesso manto per catturarla;
  3. Aine decise di stregare il conte per farsi sposare;

Il frutto dell'amore, o semplice passione, oppure costrizione, tra il conte e la dea fu Geroid Iarla, conte Fitzgerald, chiamato il mago ed identificato, secondo una tesi, con Merlino. Aine fece giurare al marito di non stupirsi mai dei poteri che il loro figlio avrebbe manifestato crescendo, ma il consorte non poté fare a meno di essere sorpreso ed urlare quando vide il figlio uscire da una bottiglia, il ragazzo, allora, si trasformò in un'oca e volò via. La regina delle fate, adirata, lasciò il marito ed andò a vivere nel castello di Knockainy.




Geroid, non altro che un semidio, in base ad alcune storie, viveva nelle profondità di un lago, attendendo di risalire in superficie quando fosse stato necessario liberare l'Irlanda dagli invasori, ma veniva indicato come una sorta di fantasma in groppa ad un cavallo, qualunque sia la corretta versione del suo destino, certo è che da lui ha avuto origine la stirpe franco - normanna dei Fitzgerald.



L'invidia di una sorella

La dea Aine, una volta, fece un giuramento magico, in base al quale non avrebbe mai avuto una notte di passione con un uomo dai capelli grigi, all'epoca una sua sorella gelosa, Miluchrach , per farle dispetto, con un incantesimo trasformo i capelli dell'amante della dea dell'amore, Fionnis, in grigi. Aine non rinunciò alla passione, ma non tradì nemmeno la sua parola, decidendo di strappare i capelli dell'amato prima di giacere con lui.



Quale conclusione trarre dalla storia della bellissima Aine


A mio parere Aine non ha molto in comune con Afrodite, nel senso che rappresenta una figura più determinata e carismatica, una bellissima donna che poteva far innamorare tutti gli uomini che voleva e condurli alla morte. Una dea magnanima con le sue devote, che era capace di immensa comprensione, ma, una volta tradita o offesa, di equivalente crudeltà, senza dimenticare che, forse, era la madre di Merlino ...



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